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sabato 19 giugno 2010

Intercettazioni: dati ufficiali

Luca Palamara, il presidente dell’Associazione nazionale magistrati (Anm), in risposta e per smentire l'intervento di Berlusconi (che aveva parlato di circa 150.000 telefoni sotto controllo), ha precisato che nel 2009 le utenze telefoniche intercettate sono state 119.553, le cimici piazzate in ambienti pubblici e privati sono state 11.119, mentre le “altre tipologie di bersaglio” sono state 1.712. Totale 132.384 ‘bersagli’. Il tutto per un costo di 272 milioni di euro, un dato di poco superiore alla media di spesa degli anni 2003-2009, secondo i dati dell’Anm.
Ed ha aggiunto: in media ogni soggetto intercettato utilizza tre o più utenze; nelle indagini di criminalità organizzata capita di scoprire che gli indagati cambiano anche nove o dieci telefonini. È pertanto corretto dire, 119mila diviso per 3, che sono state intercettate in un anno 39.667 persone».

Che siano le 150 mila stimate dal premier Silvio Berlusconi o le 132 mila che risultano all’Associazione nazionale magistrati, si tratta comunque di cifre lontanissime da quelle dei più grandi Paesi occidentali.

■1.500 intercettazioni autorizzate ogni anno in Gran Bretagna;
■18.000 in Germania
■30.000 in Francia;
■poco più di 2.300 quelle giudiziarie negli Usa.

Ma sia Berlusconi che Palamara non conoscono la aritmetica:
Qui dal Riformista: «Gli italiani spiati sono 5 milioni». Ex pm ed ex direttore generale del ministero della Giustizia, gela Palamara durante un convegno: «Dati ufficiali».
http://rassegna.governo.it/rs_pdf/pdf/SBW/SBWHO.pdf

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Il diritto alla privacy è la regola (articolo 15 della Costituzione), le intercettazioni sono invece l'eccezione, un'eccezione che va motivata e che va usata nei casi più gravi.

In questi anni questo principio è stato capovolto, così come sono stati commessi degli atti arbitrari da parte dei P.m. nel passare atti coperti da segreto istruttorio ai giornali. Gli articoli 114 e 329 del codice di procedura penale sono infatti due realtà non considerate volutamente da certa magistratura, che calpesta così o più elementari diritti del cittadino ad un giusto processo.

Basta raffrontare poi i dati delle intercettazioni americane con quelle italiane per rendersi conto dell'abuso smodato e senza senso che si fa di questo prezioso strumento d'indagine.

Max

Anonimo ha detto...

La costituzione dice che il diritto alla riservatezza è tutelato dalla repubblica, il decreto attua le indicazioni della costituzione.