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giovedì 29 gennaio 2009

Voglia di giustizia

L’extracomunitario marocchino, Youness Hmimou, sceglieva le sue vittime sulle riviste erotiche e poi fissava un appuntamento con loro al telefono.
Il 31enne si presentava come un normale cliente ma appena entrato nell'appartamento della vittima tirava fuori un coltello o un taglierino con cui minacciava la donna che veniva poi picchiata e costretta a subire brutali violenze sessuali.
Secondo quanto emerso dalle indagini, l’uomo avrebbe stuprato sette donne solo nell’ultimo mese. A tradire l'uomo, in possesso di un falso permesso di soggiorno, sono stati i tabulati telefonici delle vittime che hanno permesso agli inquirenti di mettere fine agli stupri.
Fin qui la cronaca torinese.
Ora, questo spregevole individuo, secondo le leggi italiane potrebbe avere gli arresti domiciliari.
Infatti, per tenerlo in carcere devono sussistere almeno uno dei seguenti tre casi:
Pericolo di inquinamento delle prove
Pericolo di reiterazione del reato
Pericolo di fuga.
In questo caso le prove sono state già acquisite e i domiciliari garantiscono che non ci possa essere nè la possibilità di reiterazione del reato nè la fuga.
Quindi quest'individuo ce lo potremo trovare agli arresti domiciliari; d'altronde in Italia una persona è colpevole solo dopo aver subìto un regolare processo.
Di fronte al fatto che la gente vorrebbe vedere questo individuo in galera a scontare per intero la sua pena, la gente ritiene che questa non è Giustizia. Non si sente da essa tutelata e, alle fine è difficile sopire la voglia di farsi giustizia da soli.
Quando questo succede, c'è sempre chi soffia sulla cenere e grida al razzismo. IPOCRITA.
Lo volete capire che queste siuazioni non vengono create a causa della differente razza ma a causa della palese ingiustizia?

martedì 27 gennaio 2009

Battisti sta bene in Brasile

L'Italia conta quanto il due di Picche.
Non riesce ad espellere dall'Italia gli extracomunitari indesiderati e non riesce neppure a far rimpatriare dal Brasile un assassino.
Per questo secondo caso l'Italia ha richiamato l'ambasciatore italiano dal Brasile per consultazioni e sono in cantiere altre azioni di protesta: salterà l'amichevole di calcio Italia-Brasile? il Brasile non sarà invitato al summit delle nazioni previsto a giugno in Italia?
In verità sono dispiaciuto che l'Italia non abbia negli anni creato la rispettabilità internazionale che è dovuta ad un Paese serio.
Ma più dispiaciuti di me sono senz'altro i docenti ed i professori della Sapienza, per la grave occasione persa di sentire Battisti pontificare nella sua Aula Magna, e qualche partito che già sognava di farlo diventare senatore o europarlamentare.
E sì. Non c'è alcun ex brigatista che non sia passato alla Sapienza e che ora lavora tranquillo in qualchge istituzione, nazionale o regionale.
Battisti sta bene in Brasile.

lunedì 26 gennaio 2009

Gli stupri del diritto

Siamo proprio nel caos, povera Italia.
Se prendo come esempio la detenzione domiciliare concessa da un pm ad una persona colpevole di stupro, devo capire che esiste una legge (che so, un cavillo) che ha consentito (o obbligato) quel magistrato a concedere la detenzione domiciliare per un reato così efferato.
Non penso proprio che, in un Paese civile, ci possa essere una forza politica, di governo o di opposizione, che possa ritenere "giusto" un fatto tanto esecrabile.
E' ovvio che c'è qualcosa che non va e, per il bene del Paese, si deve correre ai ripari.
Anche la soluzione, in un Paese civile, sarebbe ovvia: si individua la legge o il cavillo che ha consentito un simile obrobrio e la si cambia. Credo che, sempre in un Paese civile, sia il governo che l'opposizione voterebbero all'unisono il cambiamento.
E' tutto ovvio. Ma in Italia non è così.
In Italia si pensa a mettere 30.000 soldati per le strade. A fare cosa?
Se ne rende conto perfino Berlusconi e dice: "Dovremmo avere tanti soldati quante sono le belle ragazze italiane, credo che non ce la faremmo mai...".
Apriti cielo.
Non voglio riportare gl articoli apparsi su Repubblica, su Corsera e su L'Unità, mi limito a riportare la riposta di Veltroni: "una dimostrazione ulteriore di scarsa responsabilità e di scarsa sensibilità per una forma di violenza che segna la vita delle persone che la subiscono; Il premier ignora il dramma della violenza sessuale, offende le donne italiane e smentisce se stesso sull'utilità dell'impiego dei militari".
Ma come? Questa è l'opposizione?
Caro Veltroni, avrei voluto sentire la tua incazzatura a sostegno di tante mamme che non si sentono sicure nè per loro, nè per le loro figlie. Ma per te, come per Di Pietro, non è successo nulla; non ho mai sentito unn commento, non esiste alcun dramma, per voi due il problema sono le parole di Berlusconi.
Caro Veltroni, tu e tutto il Pd come pensate di attrarre consensi? Dimostrate solo di non volere il bene del Paese, come per i fatti di Lampedusa, ed agite di conseguenza.

sabato 24 gennaio 2009

Sulla via giusta?

In tema di sicurezza si deve ragionare con mente fredda e senza abbandonarsi alla retorica.
Se l'omicidio della povera signora Reggiani ha avuto tanto peso nella corsa al Campidoglio, altrettanto forte deve essere oggi l'attenzione dell'opinione pubblica sui ripetuti casi di violenza sessuale, poiché la volontà di vivere in una città sicura non può essere considerata una folle utopia.
La realtà che hanno sotto gli occhi tutti i romani (milanesi, napoletani, ecc.) è di disarmante semplicità. La città è piena di gente che circola senza residenza o motivi di lavoro. I venditori ambulanti pullulano, le baracche abusive in periferia sono ancora numerose.
Insomma è chiaro che il tasso di illegalità diffusa è alto e preoccupante.
Alemanno e Berlusconi hanno vinto le rispettive elezioni mettendo la sicurezza in cima alle priorità. Hanno fatto bene, ma debbono capire che se è vero che l'impiego dei militari funziona è altrettanto vero che nelle vie del centro sfrecciano (con poco costrutto) pattuglie in continuazione, mentre in periferia se ne vedono ben poche.
Insomma c'è molto da fare, anzi moltissimo. Ammetterlo è già qualcosa.
A che serve dire "metteremo altri 3000 soldati in città"?.
Preferisco invece ciò che sta facendo Maroni.
I clandestini devono essere identificati e rimpatriati da Lampedusa. Che chè ne pensa il sindaco di Lampedusa che sobilla la cittadinanza (e gli immigrati) ostacolando addirittura il percorso di un pullmann di immigrati legalmente diretto all'areoporto per il rimpatrio.
Ipocrita è Franceschini e tutti quelli che stanno insistendo affinchè il centro di Lampedusa venga decongestionato trasferendo gli immigrati nei centri di accoglienza delle altre regioni ed essere lì identificati ed eventualmente espulsi. Ipocriti, perchè loro sanno benissimo che i centri di accoglienza non sono dei carceri e quindi gli immigrati li lasciano il giorno stesso in cui arrivano e si disperdono sul territorio (obbietivo realizzato da DelTurco-Ferrero).
A Lampedusa questo non può succedere. Chi lascia il centro (dove va?) viene facilmente ripreso o ci torna spontaneaamente per un piatto ed un letto.
Quindi, ora Lampedusa sta soffrendo un pò, ma questa è la via. Aprire un centro di identificazione ed espulsione sull'isola. Bravo Maroni. Forse sta sulla via giusta. Lasciamolo lavorare.

giovedì 22 gennaio 2009

Saldi italiani

L'anno scorso alcuni giuristi scrivevano che l'emigrazione criminale sceglie l'Italia perché grazie alle leggi e ai giudici permissivi si può facilmente delinquere.
Si alzò un polverone: Ma che diamine! Ce la prendiamo sempre con la magistratura. Non sappiamo fare politiche di integrazione e di accoglienza e scarichiamo la criminalità degli immigrati sulla magistratura.
Vi riporto quello che hanno scritto i giudici sul delitto perpetrato dal giovane rumeno Nicolae Mailat ai danni della signora Reggiani Giovanna:
«La Corte pur valutando la scelleratezza e l'odiosità del fatto commesso in danno di una donna inerme e da un certo momento in poi esanime, con violenza inaudita, non può non rilevare che sia l'omicidio che la violenza sessuale, limitata alla parziale spoliazione della vittima e ai connessi toccamenti, sono scaturiti del tutto occasionalmente dalla combinazione di due fattori contingenti: lo stato di completa ubriachezza e di ira per un violento litigio sostenuto dall'imputato e la fiera resistenza della vittima. In assenza degli stessi, l'episodio criminoso, con tutta probabilità, avrebbe avuto conseguenze assai meno gravi».
Capisci? secondo il giudice la Reggiani è colpevole di non aver consentito di essere stuprata in pace.
In più all'aggressore gli vengono concesse le attenuanti generiche perchè incensurato, clandestino ed ha vissuto in un ambiente degradato.
Troppi malfattori hanno capito che l'Italia è un paese senza legge, dove si può commettere qualsiasi reato e non pagare quasi mai il conto oppure ottenere un sostanziale sconto.

La RAI sei tu

Perchè pagano sempre i cittadini? Perchè non c'è una norma che convolge gli autori delle cazz...te?
Era il 1 maggio 2008 quando alla trasmissione Annozero vennero proiettati dei filmati contenenti interventi di Beppe Grillo con offese rivolte al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e al prof. Umberto Veronesi.
Era il 10 maggio 2008 quando nel corso della trasmissione Che tempo che fa ci fu un intervento di Marco Travaglio nei confronti del presidente del Senato Renato Schifani.
Ora l'Agcom ha sanzionato la Rai Radiotelevisione italiana per violazione dei diritti fondamentali della persona.
Le sanzioni ammontano a 51 mila euro per Annozero e a 10 mila euro per Che tempo che fa".
Ed io pago.
Ora capisco cosa vuol dire "La Rai sei tu........chi può darti di più?"
http://notizie.alice.it/notizie/politica/2009/01_gennaio/21/agcom_sanzioni_a_fazio_e_santoro,17661961.html

Alemà, 'e ddatte 'na regolata

Per giudicare una persona non ascoltare quello che dice: guarda quello che fà!
Troppa gente ascolta chiacchiere e promesse e non guarda quello che fanno i personaggi che si apprestano a votare.
Ce l'ho con Di Pietro?
No. Questa volta ce l'ho con Alemanno.
Si, va bene, è da poco che fa il sindaco. Si, va bene, in più di 10 anni di sx si sono lasciati costruire i campi abusivi e generato un degrado che non si elimina con la bacchetta magica.
Ma tu che invitavi Veltroni a dimettersi dopo un episodio di stupro, e che hai improntato la tua campagna elettorale sulla sicurezza dei cittadini; tu che accusavi che le fermate dei mezzi pubblici erano poco illuminate. TU, che hai fatto? Almeno due lampioni con i pannelli solari li potevi mettere.
Ed ora ci troviamo il nuovo stupro.
Non grido alle dimissioni, ma ......datte 'na regolata.
http://www.unita.it/news/80411/altra_donna_stuprata_dov_la_roma_sicura_di_alemanno

Ha vinto Hamas, ma...

Queste persone, abitanti di Gaza (intervistate da Lorenzo Cremonesi, CorSera), che hanno veramente vissuto l'invasione di Israele, riportano una verità opposta a quella finora mostrata dai media.
E’ stato difficile raccogliere queste testimonianze. In generale qui trionfa la paura di Hamas, ma qualcuno parla in modo molto dettagliato: "Combattendo gli ebrei sionisti siamo tutti destinati al paradiso, non siete contenti di morire assieme?". E così, urlando furiosi, abbattevano porte e finestre, si nascondevano ai piani alti, negli orti, usavano le ambulanze, si barricavano vicino a ospedali, scuole, edifici dell’Onu.
«I miliziani di Hamas cercavano a bella posta di provocare gli israeliani. Erano spesso ragazzini, 16 o 17 anni, armati di mitra. Non potevano fare nulla contro tank e jet. Sapevano di essere molto più deboli. Ma volevano che sparassero sulle nostre case per accusarli poi di crimini di guerra»
"Praticamente tutti i palazzi più alti di Gaza che sono stato colpiti dalle bombe israeliane, come lo Dogmoush, Andalous, Jawarah, Siussi e tanti altri avevano sul tetto le rampe lanciarazzi, oppure punti di osservazione di Hamas. Li avevano messi anche vicino al grande deposito Onu poi andato in fiamme".
Anche le cifre delle vittime sono state gonfiate.
Buona lettura e riflessione:
http://www.corriere.it/esteri/09_gennaio_21/denuncia_hamas_cremonesi_ac41c6f4-e802-11dd-833f-00144f02aabc.shtml
Non che Israele abbia fatto bene; personalmente condanno tutto l'accaduto, a partire dalla dismissione della tregua. ma per equilibrare una storia che vede Hamas come unico gestore della guerra mediatica e che ora sta diffondendo le foto della sua deliberata politica accusando Israele di Olocausto. (caution: il fine giustifica la durezza delle foto)
http://www.notiziedalmediooriente.it/?xstart=b&new=9122

martedì 20 gennaio 2009

Auguri, Obama

Anche questo giorno è passato.
E' stato il giorno in cui Barack Obama si è insediato al n° civico 1600 di Pennsylvania Avenue, Washington D.C. E' stato un evento epocale, su questo non c'è da discutere ed è stato seguito da miliardi di persone: E' stato lo sbarco sulla Luna di questa generazione.
Anche se questo giorno è stato preceduto da troppa esagerazione, troppa stampa, troppi "esperti" che hanno aperto il rubinetto delle loro parole e hanno inondano gli spettatori di concetti (?), opinioni e pareri mai richiesti. Lo hanno fatto diventare il Messia che dovrà frontggiare una situazione mondiale grave da molti punti di vista.
Molte, troppe speranze sono state poste sulle spalle del sig. Obama.
Lo stesso Obama, sognatore in campagna elettorale, una volta vinte le elezioni si è quasi subito trasformato in qualcosa di più vicino a tutti gli altri politici. Lo staff che doveva essere rivoluzionario non lo è poi più di tanto (forse Sarkozy ha fatto meglio).
Insomma, così come non è sufficiente dire "ci vogliono più donne in politica", non basta dire "c'è un presidente americano nero" per cambiare le cose. Manca in entrambi i casi una parolina affinchè qualcosa cambi davvero: "capace".
Avrei preferito sentire parole come attitudine, abilità, idoneità, competenza, perizia, sagacia, ingegnosità.
Speriamo che Dio lo illumini. Auguri, Obama! Fa del tuo meglio.

Una ditta di Setola con il certificato antimafia

Su “Il Mattino”, Rosaria Capacchione riporta che nel 2004, quanto Setola era già inserito nelle istituzioni; la ditta del boss si aggiudicava infatti un appalto bandito dall’Amministrazione provinciale di Caserta per la manutenzione degli impianti elettrici e idrici degli stabili di proprietà dell’ente di Corso Trieste. Contratto rinnovato nel 2005 e nel 2006.
In tutto, oltre 400mila euro finiti nelle casse dei fratelli Setola, Giuseppe e Pasquale, proprietari della General Impianti sas, con sede sociale a Casal di Principe.
“A quel tempo – continua Il Mattino - il killer della strage alla sartoria e degli altri undici omicidi commessi lo scorso anno era stato già condannato all’ergastolo per l’omicidio di Genovese Pagliuca.
La ditta, che secondo gli accertamenti patrimoniali fatti dalla Dda di Napoli era controllata da entrambi i fratelli, era formalmente intestata solo al fratello Pasquale e aveva tutte le carte in regola per partecipare all’appalto: cioè, aveva il certificato antimafia immacolato”.
Insomma, tutto secondo legge.
E la Provincia scende dalle nuvole....strano che un consigliere provinciale aveva più volte chiesto lumi alla Direzione Generale ma non aveva avuto alcuna risposta.

Ed io......pago

Era il 2 aprile del 2006 ed il tutto accadde in cinque secondi, mentre una nuvola di polvere si sollevava verso l’alto. In cinque secondi vennerò demolite le tre torri alte 13 piani edificate ad una distanza inferiore ai 300 metri dal mare e posizionate, in gran parte, in modo da ostruire la vista del lungomare a sud di Bari.
L'abbattmento avvenne dopo che i terreni erano stati confiscati.
Una “saracinesca”, fu subito definita dalle associazioni che si opposero alla sua costruzione. Ed è per questo che, secondo il sindaco, Michele Emiliano, presente alla demolizione la città «sembra che abbia un po’ di sole in più».
Era presente anche Vendola che ammise di aver provato «un coacervo di emozioni» contrastanti: da un lato la consapevolezza di «una battaglia vinta», dall’altro il vedere «quanto spreco c’è stato». «Uno spreco -aggiunse il presidente della Regione Puglia - che è sul conto del partito delle speculazioni e degli abusi».
Anche Fini commentò l'accaduto facendo come Ponzio Pilato: «Voglio ricordare che nella legge delega per la tutela dell’ambiente (la legge del governo) era dato mandato alle Regioni di abbattere i cosiddetti ecomostri».
Sono passati poco più di due anni e la confisca dei terreni di Punta Perotti, secondo la Corte europea dei diritti dell’uomo, è avvenuta in violazione del diritto della protezione della proprietà privata e della Convenzione dei diritti dell’uomo e le società che avevano fatto ricorso devono essere risarcite.
Il sindaco di Bari Michele Emiliano commenta così: «Il verdetto della Corte europea dei diritti dell’uomo conferma ciò che avevo sempre detto e cioè che il Comune di Bari non spenderà nulla ma che è lo Stato condannato a risarcire per l’esproprio».
Contento lui!!!
Perchè pagano sempre i cittadini?
Perchè non c'è una norma che convolge gli autori delle cazz...te?

Mani pulite?

Sottopongo questo articolo alla riflessione e al disgusto di tutti noi, ma soprattutto di coloro che (ingenuamente) vi avevano, come tutta la sinistra italiana, davvero creduto.
Buona lettura. (Il contenuto di questo articolo non ha mai subito querele):

da Maralai

domenica 18 gennaio 2009

L'Unione bocciata in Germania

Attualmente in Germania governa la Merkel grazie ad un patto di coalizione tra cristiano-democratici del Cdu (36.8% alle elzioni politiche) e i socialdemocratici dell'Spd (36,7% alle elezioni politiche).
Oggi in Assia si sono svolte le elezioni regionali in previsione delle elezioni federali di settembre.
Gli exit pool riportano:
Cdu: 37,6% (+0,8%)
Spd: 23,5% (-13,2%)
a tutto vantaggio dei liberali dell'Fdp, balzati dal 9,4 al 16,8%
Gli analisti riportano che con questa emorragia di voti dell'Spd, l'elettorato ha voluto bocciare sul nascere l'ipotesi della leader Spd locale, Andrea Ypslianti, che per due volte ha tentato di formare una maggioranza locale con Verdi e l'estrema sinistra (Linke).
Capito?
http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsid=101486

Non vi reggo più

«Siamo rammaricati, ma costretti a ritirare la disponibilità ad ospitare la signora Eluana Englaro per l'attuazione del decreto emesso dalla Corte d'Appello di Milano e ratificato dalla Cassazione per il ''groviglio'' di norme amministrative e la possibile sovrapposizione di competenze esistenti tra Stato e Regioni».
E' uno schifo. Non è da Paese civile.
Questa tarantella, che è solo l'espressione manifesta tra i vari poteri in Italia, è una vergogna che vede succube il povero sig. Englaro. Ditegli che in Italia non si può fare, e lui si mette l'anima in pace, oppure ditegli che si può fare, e finisce la sua sofferenza, ma torturarlo in questo modo è incivile.

La coerenza dei politicanti

Sembra che la nuova canzone che Povia porterà a Sanremo sostenga che i gay sono più o meno delle persone che hanno bisogno di un aiuto. Insomma, che non sono persone proprio normali.
Proviamo per un momento a pensare che Povia quello che ha scritto lo pensi davvero. Ha il diritto o no di cantarlo sul palco dell'Ariston?
Secondo i rappresentanti italiani del Pse dell'Europarlamento, no. Non ha questo diritto ed il motivo è che quella canzone sarebbe "discriminatoria" e "razzista".
A parte il fatto che con quello che sta succedendo nel mondo, i 17 baldi rappresentanti italiani all'Europarlamento potevano impiegare meglio il loro tempo invece di perdere tempo a scrivere un allarmato comunicato su Povia e Sanremo, l'argomento merita una riflessione.
La canzonetta di Povia è motivetto che viene cantato all'interno di una manifestazione ed io credo che debba essergli consentito e che non sarà una canzonetta a influenzare l'opinione che gli italiani hanno dell'omosessualità. Della quale si può e, anzi, si deve parlare, ma liberamente. Perchè la paura di non rientrare nella categoria degli eletti che possono parlare, esprimere opinioni, cantare o scrivere è il primo passo per creare una società meno libera.
Chiedere alla Rai di tenere fuori da Sanremo Povia è il primo passo verso la censura ammantata
da tolleranza. La vera tolleranza laica prevede che tutti possano esprimere la propria opinione salvo che non inciti alla violenza.
Il problema si fa serio quando si pensa che l'accusa a Povia parte dagli stessi personaggi che sostengono Santoro come espressione della molteplicità delle opinioni.

Le balle di Santoro

Io concordo pienamante con quelli che dicono e scrivono "Viva la libertà e la pluralità dell'informazione".
Ma le balle sono altra cosa.
Ora Santoro ha dedicato una intera trasmissione per far entrare nella testa degli ascoltatori che Israele spara nel mucchio.
E allora facciamo due conti:
Finora ci sono stati 1300 morti, di cui circa 300 civili innocenti.
Vale a dire un migliaio di terroristi e 300 civili.
Ora supponiamo che la percentuale di terroristi fra la popolazione di Gaza è il 10%. Troppi? Vogliamo fare il 5%? Aggiudicato, facciamo il 5%.
Ora, in base a un normale calcolo di probabilità, se i terroristi sono il 5% della popolazione per ammazzarne 1000 sparando nel mucchio bisogna far fuori 20.000 persone, di cui 1000 terroristi e 19.000 civili innocenti.
Ma a Gaza non sono state uccise 20.000 persone.
Rifacciamo allora i conti con il metodo scolastico dell'assurdo: ovvero ammettiamo per assurdo che Israele abbia sparato nel mucchio e abbia fatto 1300 morti, di cui 1000 terroristi e 300 civili. Ne consegue, per assurdo, che fra la popolazione di Gaza i terroristi rappresentano il 77% e i civili innocenti il 23% della popolazione. Nooooo. Così non va bene a Santoro.
E allora mi sa che qualcuno, da qualche parte, sta raccontando un po’ di balle.
O no?
Barbara

sabato 17 gennaio 2009

Sacconi indagato: calma piatta

A metà dicembre ci fu un'ordinanza in cui il ministero del Welfare ha stabilito che interrompere nutrizione e idratazione alle persone in stato vegetativo persistente non è legale per le strutture pubbliche e private del servizio sanitario nazionale.
Da qui è giustamente nata una denuncia dei radicali che ipotizzano la violenza privata nei confronti dei sanitari della casa di cura di Udine che, in un primo momento, avevano dato il loro assenso ad ospitare Eluana.
Come atto dovuto, la Procura di Roma ha iscritto il ministro Sacconi nel registro degli indagati.
Ma il sig. Sacconi è fortunato perchè nè Di Pietro, nè Travaglio nè alcun altro si straccerà le vesti e nessuno chiederà le immediate dimissioni del Ministro.
Perchè sono diventati più garantisti? Noooooooo
Semplicemente perchè nello stesso libro c'è anche il nome di Cristiano Di Pietro per il quale si sono sprecati gli apprezzamenti per non essersi dimesso dagli incarichi istituzionali.
Tutt'al più Sacconi, per imitare Cristiano, potrebbe dimettersi dal club del golf.

Premio Dardos


E' emozionante ricevere il primo premio. Non me lo sarei mai aspettato e ringrazio vivamente la mia web-amica (solo web, per ora) Gianna che potete leggere qui http://fioredicampo.ilcannocchiale.it/

Il Premio Dardos è un riconoscimento che viene consegnato ai blogger che hanno dimostrato impegno nel trasmettere valori culturali, etici, letterari o personali.

Il regolamento del premio è il seguente:
1) accettare (ma chiaramente non si è obbligati) e comunicare il regolamento visualizzando il logo del premio;
2) linkare il blog che ti ha premiato:
3) premiare altri 15 blog meritevoli avvisandoli del premio
Ecco i 15 blog che ho scelto:

Ci sono anche altri link meritevoli, e mi scuso di non averli inclusi.
Ringrazio nuovamente Gianna (Fioredicampo) per l'onore che mi ha dato e invito tutti i lettori che hanno la pazienza di leggermi a sbirciare nei link selezionati.
Buona lettura

Che s'addà fa pe campà

Tutti i lunedi sera a cena con Bossi (per non fargliela fare fuori dal vaso).
Ma queste cene indignano Fini.
Qualcuno dice che non è vero, ma quel che è certo è che Berlusconi dovrà mettere a repentaglio la sua dieta pur di tenere assieme la coalizione, tant'è che ora ha fissato tutti i martedì a pranzo con Fini.
E meno male che la coalizione finisce qui; a Rotondi possiamo dedicare al massimo un aperitivo.

venerdì 16 gennaio 2009

Chi la fa, l'aspetti

Oggi abbiamo due argomenti sulle prime pagine dei giornali. Tra Di Pietro e Santoro non so a chi dare precedenza. Cominiciamo da Di Pietro
E così alla fine anche l’IDV c’è cascata, e certo non con un membro qualsiasi del partito dei moralmente incorruttibili, quanto con il figlio di colui che accusa Berlusconi di essere chissà chi e che vantava (fino a oggi) di rappresentare un partito di persone moralmente ineccepibili.
Fa sorridere la posizione di Di Pietro senior, che cerca di sminuire la portata dell’evento. Quale atteggiamento avrebbe avuto se ad essere indagato fosse stato un esponente del PDL oppure del PD? Sono certissimo che in una simile ipotesi avrebbe persino paventato le dimissioni di tutti i suoi parlamentari dal Montecitorio e Palazzo Madama.
Anche Travaglio sminuisce: sono solo raccomandazioni. Ma come? Ha dimenticato i suoi strali alla storiella delle vallette televisive raccomandate da Berlusconi?
Poi passiamo a Santoro.
Non avrei mai creduto di dover prendere le difese di Lucia Annunziata, ex presidente della Rai, contro questo presentatore giornalista che continua a trattare la RAI come cosa propria e continua a propugnare le sue politiche di estrema sinistra come opinione della maggioranza degli italiani. Ma alla fine la Annunziata non ce l'ha fatta più, si è alzata e se ne è andata via dalla trasmissione Annozero accusando il presentatore di non essere affatto imparziale tra Israele ed i palestinesi/Hamas. E se l’ha capito anche Lucia Annunziata, evidentemente siamo arrivati davvero alla frutta, tanto da ritenere che l’azione di Berlusconi di buttar fuori il Michele dalla RAI (di qualche anno fa), al fin fine, non era del tutto sballata.
Credo che almeno Lucia abbia imparato la lezione che le impartì Berlusconi nel 2006 quando si alzò ed andò via dal suo programma Mezz'ora.
Beh! chi la fa, l'aspetti
http://www.lastampa.it/multimedia/multimedia.asp?IDmsezione=17&IDalbum=14939&tipo=VIDEO
PS riporto l'opinione di Manuela Palermi, direttore di Rinascita, settimanale del Pdci, che ringrazia Santoro: “Per la prima volta ha mostrato ai telespettatori italiani la tragica realtà di Gaza. Uno splendido e commovente Annozero condotto da un giornalista che fa il suo mestiere con bravura, coraggio e serietà. Patetica e imbarazzante la fuga di Lucia Annunziata, che ci ha invece mostrato l'altra faccia del giornalismo: quello asservito e politicista”.

giovedì 15 gennaio 2009

Rievocazioni

Nella storia ricordo di averlo già visto....
Mi ricorda qualcuno, un tedesco di Germania......
http://www.youtube.com/watch?v=V3D8F-2Iujk&eurl=http://lupodigubbio.splinder.com/

Oscar di che?

Gomorra è un libro da leggere, anche solo per il coraggio che ha avuto Saviano ad esporsi. Non è il solo che ci mette la faccia, ma onore a lui.
Detto questo, non capisco tutto il can can che sta suscitando l'esclusione del film Gomorra dalle nomination per l'oscar.
Oscar di che?
Io ho visto il film e......non mi è piaciuto. Sono uscito dal cinema pensando che questo film era uno spot alla camorra. Per me Gomorra ha il difetto di presentare la camorra come un morbo inevitabile e invincibile: "Impossibile fuggire, si sta da una parte o dall'altra", "Si può cambiare mestiere, passare dalla confezione di abiti d'alta moda in una fabbrica in nero a guidare i camion della camorra in giro per l'Italia, ma non si può uscire dal Sistema che tutto sa e tutto controlla".
NON E' VERO
Se è vero che l'Italia (Napoli) non è spaghetti e mandolino, è altrettanto vero che non è neppure ignoranti, cafoni, sbruffoni, inaffidabili e approfittatori. Il film rappresenta invece un’Italia violenta e senza regole, una realtà che non fa onore all’Italia, ma per fortuna non è la realtà che la rappresenta.
Alla fine il film non nuoce agli affari della criminalità organizzata, anzi giova ai camorristi, perché propone ai giovani sbandati un modello da ammirare e imitare. I veri boss sono rozzi e spietati, sono ignoranti, sono belve. Ma fondamentalmente sono invincibili.
NON E' VERO
Nella realtà non sono invincibili e finiscono in galera. Basta leggere le cronache: negli ultimi sei mesi sono finiti in galera più di cento.

Nulla di penalmente rilevante

Quando Tonino era ministro presentò la riforma come una ricetta anticorruzione.
Un meccanismo semplice: le principali gare bandite dalla società autostrade devono essere valutate e decise da una commissione nominata dal ministro delle Infrastrutture. La Commissione deve esseren costituita da tre membri più un eventuale supplente e uno o due segretari, con relativi gettoni di presenza e rimborsi spese a carico dei privati.
Un ottimo sistema di controllo per prevenire la corruzione. Ottimo.
Tra il 2007 e 2008, tra Di Pietro e Matteoli, sono state nominate ben 497 commissioni e, in ognuna di esse, c'era una persona dell'Italia dei Valori.
Con questa visione dei fatti, sembrerebbe che in realtà non si trattava di un semplice organismo di controllo, ma di un metodo per ricondurre direttamente a Tonino la gestione degli appalti e sistemare tanti suoi amici.
Per carità, tutto legale e nulla di penalmente rilevante.
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=320968&START=0&2col=

Battisti: reagire duramente

Alla fine degli anni settanta Cesare Battisti, contumace, fu condannato all'ergastolo per quattro omicidi. Arrestato in Italia nel '79, riuscì ad evadere nel 1981.
Da quella data ha iniziato un lungo periodo di latitanza che lo ha portato in Messico e poi a Parigi dove ha scritto e pubblicato libri gialli di un certo successo. Quando nel 2004 le autorità francesi concessero l'estradizione, lui riesce a fuggire in Brasile.
Ora in Brasile, a fronte di una richiesta di estradizione dal parte dell'italia, gli viene concesso lo status di "rifugiato politico". Perchè il ministro della giustizia brasiliana è convinto che "Battisti in Italia sarebbe ucciso".
Repubblica riporta che l'avvocato difensore di Battisti è un certo Luis Eduardo Greenhalgh (l'avvocato del "Soccorso rosso") che. oltre ad essere stato deputato per il partito del Presidente Lula, è amico del Presidente e di tutti i maggiori dirigenti del partito al governo.
Ecco, questa è la giustizia che piace agli stupidi idioti italiani. A quei Bertinotti che vanno facendo conferenze inneggiando alla democrazia creata da Lula in Brasile come esempio da imitare.
"Battisti in Italia sarebbe ucciso" dice il ministro Brasiliano. E da chi? Dalle istituzioni. Questo ignobile atto è un'offesa che discredita l'Italia e fa vedere al mondo un'Italia che non c'è.
Bisogna reagire.
Convocare alla Farnesina l'ambasciatore brasiliano in Italia e farlo "seduta stante" colloquiare con il suo ministro. Non vogliamo le scuse di nessuno, vogliamo semplicemente che Battisti venga estradato. Se così non fosse non possiamo avere in Italia l'ambasciatore di uno Stato che sostiene che in Italia vengono uccise persone per divergenze politiche.
Chi ne esce con le ossa rotte è la nostra giustizia e la nostra democrazia che non ha le palle per reagire. Come non reagimmo ai francesi quando si tennero Marina Petrella, assumendo che noi italiani l’avremmo fatta morire.
Ai francesi, che fanno come noi parte dell’Unione Europea, avremmo dovuto dire: se vi provate a sostenere che in Italia non c’è rispetto dei trattati internazionali, che il diritto è violato e che in carcere torturiamo la gente, vuol dire che, assieme, non possiamo fare nessuna Unione Europea, perché o siete voi ad essere imbroglioni, o siamo noi ad essere incivili.
Ma noi non abbiamo le palle.

Delirium tax

Stendere uno zerbino con il proprio logo davanti all'ingresso del negozio è pubblicità; attaccare in vetrina gli adesivi delle carte di credito accettate all'interno è pubblicità; esporre i cartelli con i tipi di gelati in vendita è pubblicità.
Naturalmente esiste apposita tassa, a effetto retroattivo.
In verità esiste una sottile differenza tra "pubblicità" ed "informazione dovuta", ma a Bologna, fino a questo momento sono state notificate 2300 infrazioni di questo tipo, retraoattive fino al 2003, che frutteranno all'Amministrazione Comunale più di 1 milione di Euro.
Artigiani e Commercianti, con le associazioni di categoria, si sono subito attivati per contrastare quella che è stata definita "Delirium Tax".
In effetti si ha l'impressione che al Comune di Bologna si stia raschiando il barile.
http://www.corriere.it/cronache/09_gennaio_15/bologna_delirium_tax_alberti_83f4ee5c-e2d4-11dd-abc2-00144f02aabc.shtml

mercoledì 14 gennaio 2009

Integriamoci

In virtù di una auspicata integrazione con gli immigrati, specie se islamici, in Inghilterra hanno abolito il Natale e lo hanno sostituito con una generica "Festa d'inverno"; sono state abolite tutte le immagini e cartoline con scene di Natività. Da noi c'è sempre la rincorsa ad eliminare il crocifisso da aule scolastiche ed uffici pubblici. Nelle scuole ed asili non si fa il presepe e si aboliscono i canti di Natale. Piccoli esempi di integrazione al rovescio; invece di essere gli immigrati ad integrarsi con noi, siamo noi ad adeguarci a loro.
Ma lo facciamo volentieri perché siamo buoni, democratici, rispettosi del prossimo e facciamo di tutto per evitare di "urtare la sensibilità" altrui. Quindi, visto che qualunque accenno alla nascita di Gesù può urtare la sensibilità dei non cristiani, evitiamo di fare il presepe.
Bene, ora succede che a Genova (vedi nota ANSA) l'associazione Uaar (Atei, agnostici, razionalisti...) lancia un messaggio pubblicitario sui bus della città. E per due mesi i genovesi potranno vedere questi bus sfilare sotto i loro occhi.
Niente di strano, si è visto di peggio in pubblicità. Ma la cosa strana è che a questa gente, solitamente mooolto preoccupata di non urtare la sensibilità dei musulmani, atei, indù, animisti e vari, non si pone minimamente il problema che questo messaggio possa urtare la sensibilità dei credenti. No, la sensibilità è una prerogativa tutta loro, esclusiva dei non credenti e dei musulmani; loro sì, sono sensibili, tanto sensibili che per un niente si risentono, si accalorano, si infiammano tanto che possono perfino bruciare le chiese cristiane; meglio ancora se dentro ci sono anche i cristiani.
Ma nessuno protesta, nessuno organizza cortei, l'ONU tace, i pacifisti pure, gli atei anche, i musulmani, invece, esultano.
A proposito, cari cattobuonisti, guardate che Cristo ha detto di perdonare, di porgere l'altra guancia, di amare il prossimo come te stesso, certo, ma non ha detto di essere coglioni autolesionisti...
Giano

martedì 13 gennaio 2009

Se il buongiorno si vede dal mattino....

Il mandato di Soru come governatore della Sardegna aveva la sua scadenza naturale in autunno; e poi cosa sarebbe accaduto? E poi ci sarebbero state le primarie per la scelta del candidato a presidente regionale e poi le elezioni.
Ma Soru è coinvolto in diverse inchieste giudiziarie che in autunno potevano essere in uno stato tale da aver potuto interferire con l'esito delle primarie e della campagna elettorale.
E allora che si fa?Ci si "inventa" una crisi che comporta le elezioni immediate.
Risultato: si fanno fuori tutti i concorrenti alle primarie.
Bravo Soru, sei un bel.... volpino.
Poi Soru ha un altro problema: dare conto agli elettori di tutte le cose fatte male e di tutte le cose non fatte durante la sua guida. Ma non conviene infilarsi in questi brutti vicoli stretti e bui ed allora il volpino cosa ti caccia dal cilindro? Alza il tiro ed il livello della campagna elettorale: fa capire e poi smentisce che le elezioni in Sardegna vanno oltre i confini dell'isola e che, in caso di vittoria, anche il PD avrebbe trovato il suo nuovo leader che batte Berlusconi.
Naturalmente lui continua a smentire, ma sta di fatto che i suoi comizi non parlano di Sardegna ma di Berlusconi.
E il popolo...... sogna.
Bravo Soru, sei un gran bel ....... volpino.

PS apro una parentesi. L'altro ieri Ferrero (segretario di Rc) ha cacciato Sansonetti dalla direzione di Liberazione perchè ritenuto reo di non essere in linea con le direttive del segretario di Rifondazione. Questo pone una grande ombra sull'idea di democrazia da quella parte della sinistra, ma almeno Ferrero lo ha detto chiaro e tondo.
Meno chiaro, cioè senza chiarimenti nè spiegazioni invece è stato cacciato Padellaro dalla direzione dell'Unità da parte di Soru nell stesso giorno in cui Soru ha comporato la testata.
Se il buongiorno si vede dal mattino..............

Hamas ammette: civili come schudi umani

La guerra fa schifo. Su questo non v'è dubbio.
Ma com'è che finchè sono gli israeliani a morire sotto i razzi Kassam sparati da Gaza, nessuno fa manifestazioni e brucia bandiere di Hamas e quando Israele si rompe i coglioni di vivere con l'ombrello antimissile aperto e sferra un attacco contro quelle postazioni missilistiche, all'improvviso riemergono i pacifinti e tutti piangono per i morti palestinesi?
Certo che la morte di bambini suscita la umana pietà, ma quanti video dovranno essere messi in rete affinchè il popolo bue ammetta che Hamas usa i bambini come scudi umani? Ce ne sono tantissimi che mostrano proprio le sequenze in azione, e ci sono anche video dove i leaders lo dìchiarano come una loro arma.
Un'altra domanda: Perchè in Italia (e non solo) le manifestazioni pro-Israele (pochissime) si svolgono senza incidenti e quelle pro-Palestina (per non dire pro-Hamas) finiscono sempre con atti di violenza?

Duri e puri

Non è che Sansonetti la pensi come me su tante cose, o io la pensi come lui, ma dobbiamo dare a Cesare quello che è di Cesare: Rendiamo quindi onore a un uomo che ha avuto il coraggio delle sue opinioni e per questo è stato cacciato dalla direzione di "Liberazione", reo di non essere in linea con le direttive del segretario di Rifondazione Paolo Ferrero.
Mi sovviene un dubbio: chi è più duro e puro? Sansonetti o Ferrero.

lunedì 12 gennaio 2009

Sua emittenza Europa 7

Lo sapevate che la vicenda Europa 7, uno dei grandi cavalli di battaglia della coppia Di Pietro-Travaglio ed infiltrati vari, si è conclusa?
Veramente non lo sapeva nessuno o almeno io non ricordo di avere letto o sentito questa notizia, stavamo tutti pensando all'autunno caldo promesso da Veltroni ed alle firme (5 milioni), ma finalmente Europa 7 ha avuto la sua frequenza nel silenzio generale.
Quando? Oggi? Nooooo, nella prima decade di dicembre 2008.
http://www.ilvelino.it/articolo.php?Id=721221
Uno pensa: Discorso Chiuso?
Mica tanto, qulache trafiletto lo trovo e c'è chi continua a gridare alla grande burla messa in campo perchè alla fine si è salvata Rete4.
Ed ecco che viene fuori l'unica verità di questa vicenda: A nessuno importava niente dei diritti di Europa 7, tutti erano protesi alla cancellazione di Rete 4. E per loro è stata una sconfitta, Gentiloni compreso.
saluti.

domenica 11 gennaio 2009

Abruzzo, esempio di trasparenza

Si è svolto ieri sera a Pescara il primo incontro organizzativo per il lancio nella regione Abruzzo della proposta per l'istituzione dell'anagrafe pubblica degli eletti.
L'iniziativa punta a promuovere l'adozione da parte di tutti gli organismi elettivi (regionale, provinciali e comunali) di un registro che permetta di conoscere l’operato di ogni singolo eletto, le presenze e le espressioni di voto, le missioni svolte, le interrogazioni, le interpellanze, le mozioni, gli ordini del giorno. Ma anche situazioni patrimoniali, immobiliari, finanziarie, fiscali, societarie e gli incarichi remunerati. Il tutto consultabile anche via web.
Speriamo che vada a buon fine.
Fatti, non parole, capito Tonino?

Proposte indecenti

Cosa ci tocca sentire:
Casini propone a Letta: “uscite dal PD, fai tu il segretario di una cosa nuova“ clicca
Il povero Walter è stato costretto a dichiarare : "Nessuno abboccherà agli ami lanciati da Cesa e Casini. Le persone a cui ineducatamente l'UdC si è rivolta sono tra i fondatori del PD ", ma poi ammette: "a volte mi sento Penelope".
Certamente voleva dire: "Ma io stavo così bene a fare il sindaco di Roma e poi me ne sarei andato in Africa, l'avevo pure detto; mannaggia quella proposta indecente delle primarie, nun ce bastano i rutelliani, i prodiani, i dalemiani, ......mò devo avè paura pure de Casini".

C'è da fare!

Veneto, Lombardia e Toscana sono le tre uniche regioni italiane dove si è applicata la norma che prevede quanto segue: "se prenoti una visita o un'analisi presso un ambulatorio e poi non ti presenti all'appuntamento senza averlo disdetto almeno 48 ore prima, paghi una multa di 25,8 euro".
Veneto, Lombardia e Toscana possono ora rendicontare che le loro liste d'attesa si sono dimezzate. A questo risultato ha contribuito anche la costituzione del centralino unico per le prenotazioni, con il quale si è cancellatala possibilità, molto in voga, di fissare l’esame in più posti e di scegliere la data che meglio aggrada senza pagare nulla, ma occupando, però, in media tre appuntamenti. Se questa abitudine la moltiplichiamo per le vite, per le analisi e per gli esami ecco che l’abitudine era una delle cause del ”tappo“ per gli elenchi.
La ricetta in Toscana è stata semplice: se un paziente non si presenta o non va a ritirare il referto ha l’obbligo di pagare il ticket, anche se è esente. Viceversa però, se un paziente va aprenotare una visita e la ASL non è in grado di esaudirla entro un certo limite temporale (15gg per alcune tipologie e 30gg per le altre), l'ASL versa 25 euro al paziente.
Perchè queste semplici azioni non si applicano in tutte le Regioni?
Governo, datti da fare.

Scuola di Demenza

Va bene disciplinare i flussi d'ingresso, va bene allontanare i clandestini, va bene colpire la microcriminalità spesso legata all'immigrazione, va bene bonificare i quartieri ghetto.
"Andrebbe" bene, perchè sono tutte cose che questo governo non sta facendo.
Invece ti spunta una tassa per gli extracomunitari regolari.
In un solo colpo sono stati fatti 3 errori.
1. Non si fanno le cose giuste, promesse e attese.
2. Si dà difusione ad un atteggiamneto xenofobo che non potrà mai trovare applicazione.
3. La str..ta è così grossa che in tutti i talk show futuri, si zittirà la maggioranza ricordando questa storiella.
Se l'Economist ha titolato che la sinistra in Italia è la "Scuola di Scandali", la destra potrà indubbiamenete dare lezioni alla "Scuola di demenza"

sabato 10 gennaio 2009

Più sparsi di così

Bertinotti era stato chiaro: Evitiamo ogni scissione del Prc prima delle elezioni europee dove dobbiamo andare con un solo cartello. Poi, si vedrà.
Ma non sarà così.
La testardaggine di Ferrero di sostituire Sansonetti dalla direzione di Liberazione con Dino Greco e la vendita del giornale a Luca Bonaccorsi, ha fatto gridare a Bertinotti:"Rifondazione è irriconoscibile" perché "l’autonomia del giornale è un elemento costitutivo di un partito democratico".
Ieri c'è stato un incontro chisrificatore tra Bertinotti e Ferrero, ma ognuno è riasto con la propria opinione.
Conclusione: Ormai il treno della scissione è partito, la gran parte dei vendoliani dirà addio al Prc a fine gennaio, parteciperanno alle europee formando una lista con Sd e parte dei Verdi, e Bertinotti non potrà fare più nulla per fermarli.

Orrooore!

Se un sindaco si dimette non ha più diritto allo stipendio e perde tutti i benefici che gli derivano dal ruolo (auto+autista+tant'altro). Ma se un sindaco è semplicemente ammalato...... non gli cambia nulla, anche se, come dice il sindaco di Pescara, è affetto da un male ingravescente e permanente, quantomeno dalla imprevedibilità della data della completa guarigione.
Io non so se D'Alfonso è colpevole o innocente per quanto attiene le azioni giudiziarie in corso che lo riguardano, ma certamente ha assunto un atteggiamento che rivela un modo di fare almeno vergognoso.
Il problema è che questo modo di fare non è della persona D'Alfonso, ma di tutto il centrosinistra. Infatti, in seguito a questa messa in scena del certificato "sine die" di D'Alfonso, tutti i consiglieri del PdL si sono dimessi con la speranza che qualcuno della maggioranza avesse avuto il pudore di prendere le distanze da simile ripugnante indecenza.
Invece tutti (IdV compreso) hanno condiviso l'operato di D'Alfonso.
Dal momento che a giugno a Pescara si va a votare, mi sorgono due domande:
Perchè è importante per il Pd gestire questi cinque mesi? Perchè è così importante che un commissario non metta piede (o mani) negli uffici amministrativi?
E' meglio che non scrivo quello che penso.
Ma Veltroni tace.

Contadino: Scarpe doppie e Cervello fino

E' in atto un attacco mediatico dei giornali di Berlusconi contro Di Pietro. Ogni giorno vengono riportate azioni, fatti e misfatti al limite dell'illecito. Nulla di penalmente rilevante, ma si insinuano sospetti denigranti al punto giusto.
Questo non mi piace, (sono le stesse cose che hanno infangato Mastella sul piano morale, poi totalmente assolto sul piano giudiziario) anche se mi farebbe piacere dare tutti i miei pochi risparmi a Di Pietro, perchè è uno che sa farli fruttare.
Il fiuto per gli affari è indiscutibile: di Pietro infatti dichiara al fisco meno di 200mila euro l’anno ed ha investito in sette anni almeno 4 milioni di euro in acquisto di immobili avendone incassati solo 200 x 7= 1,4 milioni (con i quali ci ha dovuto anche campare).
Un vero mago della finanza; è addirittura sprecato nella politica, a meno che non sia proprio la politica ad avergli consentito tanta liquidità. Ma lui giura di non aver mai usato un euro del partito (IdV). Io lo credo. Perchè dubitare?

Aggressori o aggrediti

Un lettore di Il Napoli si è inventato questa favola:
L'Autorità Palestinese si aspetta di poter rientrare a Gaza, dopo che gli israeliani avranno ripulito la stessa dai terroristi di Hamas. A quel punto possono ripartire dei negoziati seri sul futuro dell'area.
C'è stato anche un colpevole silenzio internazionale negli ultimi tempi: una Unifil (militari dell'Onu come cuscinetto al confine tra Israele e Libano) che non funziona ha di fatto permesso ai libanesi di Hetzbollah di riarmarsi impunemente e fornire assistenza militare ad Hamas.
Da quando Israele si è ritirato da Gaza è stato continua vittima di attacchi missilistici da parte di Hamas, e a questo punto, magari controvoglia, Israele non poteva non reagire.
Hamas continua l'ignobile abitudine di celarsi tra insediamenti civili, è perciò è l'unica responsabile di vittime tra la popolazione palestinese.
L'Unione Europea e le Nazioni Unite, chiedendo un cessate il fuoco, continuano a considerare nello stesso modo aggressori (Hamas) ed aggrediti (Israele).
Io penso che un'organizzazione paramilitare e terroristica, inferiore rispetto ad un esercito organizzato e ben armato, dà il meglio di sé nella guerriglia, nella commistione con la popolazione civile, celando le sue fonti offensive in case, moschee, edifici pubblici, costringendo il nemico al combattimento casa per casa.
Il ragionamento dice che un'organizzazione paramilitare e terroristica, lontana per cultura dal rispetto della vita umana, che arma bombe umane come metodo di lotta e le scaglia contro popolazioni inermi, miscelandosi abilmente fra donne e bambini, mette ben in conto le perdite di civili, vi confida, sceglie proprio essa quel campo di battaglia, quelle conseguenze.
Vi confida ed è la più formidabile arma nella guerra della comunicazione con la quale si punta alla sollevazione, a proprio favore, della pietas delle società avanzate che ben conoscono il valore della vita umana e il dovere del suo rispetto.
Essere emotivi è insomma prestarsi al gioco di chi vuole e usa come arma la strage di civili.

Tremonti, datti una mossa: riforme strutturali

Mentre Barack Obama s’impegna a tagliare le tasse di mille dollari per ogni famiglia americana (nulla ai poveri) e Angela Merkel prova a varare un ulteriore piano anti-crisi da 50 miliardi di euro, il governo italiano ha deciso di non modificare, se non per trascurabili dettagli, il proprio piano anti recessione. Per condividere questa decisione occorre fidarsi delle parole del ministro dell’Economia Tremonti secondo il quale l’Italia uscirà meglio di altri Paesi dalla crisi economica e, per questo, non ha bisogno di irrobustire le misure che ha già preso.
Tremonti non ha tutti i torti. In effetti l’Italia non ha subìto i tracolli finanziari che hanno costretto altri governi (Germania, Gran Bretagna, Francia Paesi Bassi oltre naturalmente agli Usa) a spendere miliardi di euro per salvare banche collassate. Ha un solido (anche se ingiusto) sistema di ammortizzatori sociali che regge all’impatto della crisi dell’economia reale e i consumi non stanno avendo quell’andamento drammatico di cui si era parlato.
Secondo la Confcommercio a novembre i consumi sono calati del 3,3% in quantità ma tengono bene i consumi alimentari. Nei primi 11 mesi il calo dei consumi è stato del 2%, un dato che potrebbe migliorare quando si avranno i numeri di dicembre.
Lo shopping natalizio e i saldi d’inizio anno sono andati, infatti, molto meglio del previsto. Insomma: lo spettacolo dell’Italia in questo scorcio di 2009 non è quello di un Paese sull’orlo del collasso.
L’aumento del 525% della cassa integrazione a dicembre è certo un dato preoccupante ma è anche il segno che le aziende non licenziano e che attendono nuovi segnali dall’economia per riassorbire il personale.
Non è un eccesso di ottimismo, ma la lettura dei dati che fa pensare a Tremonti che l’Italia se la caverà meglio degli altri.
Il rischio, piuttosto, è che questa convinzione faccia pensare che il Paese non abbia bisogno di riforme strutturali in grado di fargli cogliere in pieno i frutti futuri della ripresa.
Questo, insomma, è il momento giusto per riformare il Welfare dando un minimo di copertura ai lavoratori precari anche sul piano dei diriti.. È il momento anche per riformare i rapporti industriali per mettere in condizione i lavoratori di cogliere i frutti del buon andamento della propria azienda. E' il momento di affrntare il rifornimen to energetico. Insomma è il momento per fare riforme strutturali.
Ma su questi temi il dibattito è, purtroppo, totalmente assente. E non è un buon segno.
Marco Cobianchi

Habemus Sorum

Alleluia! E' nato l'antiSilvio. O almeno uno che crede di poterlo diventare a giudicare da quello che dice: “Se vinciamo (in Sardegna), il centrosinistra può considerare che la sconfitta non è per sempre. Si può tornare a vincere e battere Berlusconi. Come ha fatto Prodi per due volte”.
Per l’ex presidente della Sardegna, il Pd è “una traversata nel deserto, come quella di Mosè”. Serve dunque “un leader riconosciuto che trascini il popolo smarrito”. “La radice più autentica del Pd è quella di Prodi, senza, il Pd resta la somma dei soli partiti originari, spesso con vecchi personaggi che si stavano rassegnando al rinnovamento e che si sono ritrovati di nuovo alla guida”.
E' lui l'antiSilvio? Personalmente penso che lo diventerà; è da aprile che il popolo aspetta un nuovo messia.
Io auguro a Soru tutto il bene del mondo, e spero che almeno lui sappia individuare il problema nella mancanza di progetti/programmi che tengano coese le forze del PD, al di là dell'antiberlusconismo.

mercoledì 7 gennaio 2009

La figura dei PAPPAgallini

Nell'ultima seduta del consiglio regionale uscente che chiudeva la vergognosa avventura del centro-sinistra alla giuda della regione Abruzzo, è stata decisa la revoca della gratuità dei mezzi pubblici urbani ed extra-urbani che finora veniva garantita agli invalidi. La vicenda, è così odiosa che non credo siano necessari ulteriori commenti.
Ma la regione Campania ne combina un'altra altrettanto odiosa. Eccola: Il consiglio regionale non ha rinnovato il fondo per lo sconto che fino al 31 dicembre veniva praticato agli studenti indigenti (reddito familiare annuo inferiore a 16.000 euro) per l'abbonamneto a bus, metro e funicolare. Il tutto annunciato da un comunicato tipo: Dal 1° gennaio viene revocato lo sconto alla mobilità fino a nuovo avviso. Fottetevi.

Io chiedo le immediate dimissioni dei consiglieri del PdL senza se e senza ma.
Quando? Adesso! Subito.
La vostra presenza conferma la vostra disponibilità n tali indegne situazioni.
Solo i PAPPAgallini non si separano mai.


martedì 6 gennaio 2009

prove tecniche

Il pretesto è contestare le scelte israeliane di entrare a Gaza, dopo le provocazioni di Hamas; in realtà, da Madrid a Londra, passando per Milano e Bologna, sono le prove tecniche di islamizzazione europea che hanno altri obiettivi: colpire la civiltà occidentale e i suoi valori.

Utili idioti e nemmeno in buona fede, i massimalisti di sinistra, i centri sociali, che per una rivolta oggi, meglio se antiberlusconiana, si danno la zappa sui piedi domani.
Va bene che la piazza è un luogo laico, ma tutte le manfestazioni stanno culminando con una preghiera collettiva a sottointendere un valore religioso oltre che politico della manifestazione che, inizialmente propalestina, si trasforma a mio avviso in una prova di forza degli islamici, ad affermare la loro forza politica nel nostro paese.
Due domande:

Voi ve lo immaginate cosa succederebbe se i cattolici si mettessero a sgranare il rosario nella spianata di una moschea?
Possibile che sfugga ai più che a capitanare la protesta pro-palestina di ieri , c'era Abu Imad, già condannato per terrorismo e considerato " indesiderabile" anche dalle nazioni islamiche ?

Alemanno, uno di noi

Walter, quando era sindaco di Roma, aveva a disposizione una Lancia Thesis con vetri scuri blindati e televisori di bordo, e una lussuosa Thesis Limousine.
Alemanno ha dato via la prima macchina in cambio di un pulmino da 14 posti da utilizzare come servizio navetta per i dipendenti comunali di Roma e rinuncerà anche alla seconda macchina, che sarà venduta all'asta, avendo avuto a disposizione una Fiat Croma in comodato d'uso gratuito dalla Fiat.
Non i tratta di una campagna elettorale, ma di fatti concreti.
«Un segnale giusto, - dichiara Alemanno - perché il sindaco deve dare l’esempio e ridurre i costi. Chi ha responsabilità istituzionali deve dare segni di semplicità, non del lusso e del potere».
Un esempio che molti politici dovrebbero tenere a mente e seguire.

Iervolino- Nicolais: I panni sporchi

Il partito voleva un azzeramento totale degli assessori come segno di una svolta radicale ed un totale rinnovamento. A rappresentare questa svolta c'era Nicolais, ex ministro ed ora responsabile del PD per la provincia di Napoli, delegato da Veltroni a trattare con la Iervolino. Ma la Iervolino si è incaponita, ha sostituito solo gli assessori dimissionari per le note vicende giudiziarie ed ha realizzato un rimpasto. Però non usate questo termine con la Iervolino. Lei ha precisato che non è un rimpasto ma un rinnovamento. Fatto sta che Nicolais si è dimesso.
E Veltroni lo ha sostituito con un commissario.
Fin qui i fatti, ma c'è qualcosa che non torna.
Se le cose vengono raccontate come sopra, non si capisce perchè Veltroni sostituisce Nicolais con un commissario quando poi Nicolais stava solo chiedendo alla Iervolino di fare quello che voleva Veltroni: azzerare la giunta per dare una svolta a 180°.
Vediamo di dare invece la giusta interpretazione alle posizioni:
Tra poco arrivano i fondi Eu, tanti soldi, tanti tanti. Si possono accontentare tanti amici. E allora, come prima cosa, il termine dimissioni è stato cancellato dal dizionario del PD campano. Come seconda cosa, si sa che questi soldi andranno agli amici degli assessori ed allora anche Nicolais/Veltroni vuole partecipare al banchetto (che poi porterà tanti voti alla persona) e, cosa fa per avere i "suoi" all'interno della giunta? Richiede la rinomina di tutti e sedici gli assessori, di qui la richiesta di azzeramento che fa passare come segno di svolta. Se ne cambio sedici ci posso infilare qualcuno dei "miei".
Ma Nicolais fa i conti senza Bassolino. Come cosa c'entra Bassolino? Mica è una novità che Rosetta Iervolino sia una pedina di Bassolino e non è neppure una novità che tutti gli assessori comunali siano bassoliniani.
Alla fine, contro il volere di Nicolais (cioè del Partito) Rosetta sostituisce solo gli assessori dimissionari , e Nicolais si dimette con una lettera a Veltroni in cui dice "perche' non sono riuscito a portare a termine il mio compito, e in un paese civile per questo ci si dimette".
Poi aggiunge "Non ho parlato ancora con Veltroni, pero' ho parlato con Bettini. Vedro' il segretario nei prossimi giorni". "Era necessario un azzeramento - aggiunge - un sostanziale rinnovamento. E invece ecco le riconferme e le sostituzioni. E poi la soluzione intravista nei professori universitari. Ma i professori universitari non servono in quanto tali. Io ho fatto tutto senza interessi personali - conclude Nicolais - il sindaco invece mette il registratore quando parla con me".

lunedì 5 gennaio 2009

La parte migliore

Nuova svolta nel caso di tangenti a Pescara.
Il sindaco della città abruzzese, Luciano D’Alfonso, ha ritirato le proprie dimissioni annunciate dopo essere stato inquisito, avvalendosi dell’articolo 53 del Testo Unico degli Enti locali, che riguarda l’impedimento a svolgere le funzioni per malattia, affidando la gestione del Comune al vice sindaco, Camillo D’Angelo.
Un’operazione per evitare il commissariamento del Comune e che, in questo modo, potrebbe rinviate a non prima del 2010 le elezioni nel capoluogo abruzzese. Le dimissioni da primo cittadino e da segretario regionale del Pd di D’Alfonso erano giunte lo scorso 16 dicembre, il giorno dopo essere stato sottoposto agli arresti domiciliari per il caso che lo vede coinvolto.
Alla vigilia di Natale il gip di Pescara aveva disposto la revoca degli arresti domiciliari.
E' importante sottolineare che D'alfonso venne scarcerato dopo che presentò le dimissioni e quindi il GIP , non potendo più il D'alfonso reiterare il reato o inquinare le prove , ritenne di liberarlo.
"A questo punto l’amministrazione comunale continuerà la propria attività”, ha confermato il vicesindaco Camillo D’Angelo al termine della seduta comunale convocata dopo l’annuncio della revoca delle dimissioni di D’Alfonso. “Il sindaco – ha proseguito – si autosospende e questa autosospensione è permanente, in quanto non si conosce il tempo che sarà necessario per migliorare le sue condizioni fisiche”.
Di fatto D'alfonso tira uno schiaffo ai magistrati. Di fatto D'alfonso resta Sindaco sia pure per delega al vice , quando venne scarcerato appunto perchè dimessosi , e oggi, all'ultimo giorno utile e da uomo libero, revoca le dimissioni.
Che dire? il primo che mi viene a parlare di "superiorità morale" della sinistra lo strozzo, giuro!
Nuova Italia

domenica 4 gennaio 2009

Washington high society

L’incubo peggiore di una donna è recarsi ad una grande occasione e poi scoprire che un’altra indossa esattamente la stessa mise. A quel punto le possibilità sono tre. Si può arrossire vergognosamente e infrattarsi in un angolo dove nessuno ci noti. Oppure scappare di corsa a cambiarsi. O ancora, per le più coraggiose, sfoderare un gran sorriso e far finta di nulla.
La soluzione però esiste. In America hanno inventato un sito Web, dressregistry.com, sul quale si dichiara in anticipo cosa si indosserà a una serata importante, per evitare doppioni. Si può persino allegare una foto.
Il sito evidentemente è ben conosciuto dalle prime donne americane, almeno a guardare la lista degli eventi già in cantiere. E qual è l'evento più linkato? E' quello del 20 gennaio. Ossia il giorno dell'investitura di Barak.
La signora Obama sì che sa campare.

PdL SVEGLIATI

Nello Statuto che il 15 maggio 1946 riconosceva l'autonomia della Regione Sicilia, l'articolo 15 era molto chiaro: "Le circoscrizioni provinciali e gli organi ed enti pubblici che ne derivano sono soppressi nell'ambito della Regione siciliana."
Tutto chiaro? Macché: restarono provvisoriamente in vita come amministrazioni straordinarie per un anno, due anni, tre anni, quattro anni... quarant'anni, ed ora sono ancora lì.
Fatto sta che qualche giorno fa il presidente della commissione antimafia in Regione, il democratico Lillo Speziale, ha pensato che forse era arrivato il momento per tentare uno strappo e presenta una proposta in commissione Affari Istituzionali.
Su tredici membri della commissione, i presenti erano otto. I quattro democratici hanno votato per l'abolizione e chi rappresentava l'Udc (favorevole alla soppressione) non era presente. Gli altri quattro, rappresentanti del PdL, a partire dal presidente, Riccardo Minardo (il cui voto valeva doppio ed è stato determinante) hanno votato contro.
A dispetto delle promesse di Silvio Berlusconi e di quelle di Gianfranco Fini.
Parole, parole, parole.......
Perchè, perchè, perchè???????????
La Sicilia poteva benissimo essere un ottimo test per verificare e quantificare i benefici dell'abolizione delle Province ed invece..........
Non mi piace aver creduto in un miraggio, una lusinga, una speranza che invece ora diventa un sogno irragiungibile, e non mi riferisco solo alle province. Dove è finita la riduzione dei parlamentari e l'abolizione dei privilegi e i tanti discorsetti pre-elettorali?
SVEGLIA

I principi innanzitutto

E’ sorprendente la decisione assunta dall'Italia Dei Valori di appoggiare la ricandidatura alla Presidenza della Regione di Renato Soru, indagato per abuso d’ufficio e turbativa d’asta relativamente ad un appalto regionale da quasi 60 milioni di euro.
Ma ciò che è ancora più sconcertante sono le motivazioni con cui Antonio Di Pietro ha cercato di spiegare tale scelta. In pratica l’ex Pm di Mani Pulite ha candidamente ammesso che la situazione in cui è coinvolto Soru è la medesima che si è presentata in diverse Giunte della Campania ma che, a differenza di quanto accaduto oltre Tirreno dove Idv ha lasciato gli esecutivi in cui sono presenti esponenti del Partito Democratico sottoposti ad indagini dalla magistratura, in Sardegna il suo partito non negherà l’appoggio all’ex governatore semplicemente perché Soru è ‘diverso’.
Di certo con la sua visita in Sardegna, Di Pietro non ha rimediato una bella figura. Il campione della legalità ha dimostrato ancora una volta che basta poco per convincerlo a mettere da parte i suoi principi: la promessa di qualche poltrona ed ecco che, come per magia, Soru diventa improvvisamente un candidato presentabile.

La quinta bolgia: Lavori di ampliamento in corso

Calaminta mi ha spinto a rileggere l'XXI canto dell’Inferno dantesco, la quinta bolgia in cui periscono i barattieri, “truffatori vissuti di inganni e raggiri, approfittato della posizione politica e delle cariche pubbliche, privi di ogni morale, tesi al proprio tornaconto dimentichi del bene collettivo: sono attuffati nella pece bollente, mentre i diavoli che li sorvegliano dalle rocce impediscono loro di uscirne, pronti ad afferrarli coi loro uncini”.
Mentre Dante guarda nella bolgia, Virgilio, tirandolo a sè, gli mostra un diavolo nero che sta venendo di corsa su per il ponte, portando sulle spalle un peccatore. Giunto sulla sommità dello scoglio, il diavolo nero getta giù il dannato ed invita i diavoli che stanno sotto il ponte a cacciarlo dentro. Il dannato, attuffato nella pece, torna su imbrattato, e i diavoli lo afferrano e straziano coi loro uncini, unendo parole di scherno.
Se Dante avesse vissuto i tempi nostri ci avrebbe certamente messo tutti i berlusconiani, colpevoli a prescindere, ma avrebbe dovuto dedicare molto più di un canto ai barattieri e probabilmente avrebbe dovuto anche attuare opere di ampliamento della quinta bolgia. Lui non poteva prevedere che c'era da fare spazio a tutta una schiera di persone che si autodefinivano moralmente superiori e che adesso affogano nella questione morale, nè poteva sapere che sarebbe esistita una scuola mastelliana che avrebbe fatto proseliti persino nell'Italia dei (dis)valori.

Sindaco Iervolino, ci ascolti


Sindaco Iervolino ci ascolti.
Non aspetti domani ed annunci oggi stesso le sue dimissioni. Ci sono quattro buone ragioni per farlo, che pesano come macigni.
La prima è che l'inchiesta della Procura della Repubblica ha travolto la sua giunta, salvo verificare in Tribunale la fondatezza delle accuse.
La seconda è che sono sotto gli occhi di tutti le sue difficoltà nel formare una nuova squadra di governo della città..
La terza è che Lei dovrebbe avere uno spiccato senso dello Stato, avendo tra l'altro ricoperto l'incarico di ministro dell'Interno.
La quarta (ed è la più importante) è che a chiederle di farsi da parte, pur senza nominarla direttamente, è il Presidente della Repubblica.
Sindaco Iervolino, adesso basta.
Il Tempo

sabato 3 gennaio 2009

Napoli Violenta? la colpa è del giornalista!

Il video ha fatto in poche ore il giro della rete. Siamo a Napoli, rione Forcella, nella notte di capodanno e un giovane, davanti le telecamere dell'emittente regionale «Canale 9», impugna una pistola e, dopo aver augurato «tanti auguri a tutti i napoletani», inizia a spararare in aria. (non mostro il video per mia scelta).
Il giornalista è finito nel tritacarne: "giornalista colluso con il delinquente" "da radiare" "Non si va a capodanno a forcella senza mettere in conto che un episodio del genere sarebbe potuto accadere" "premio Pulitzer" E giù di questo tono.
Il giornalista si chiama Carlo Alvino; non è mio amico, ma lo conosco e posso dirvi che è una persona seria, di quelle persone che a Napoli si dice: "E' nu signore".
Non crederò mai che lui abbia organizzato lo scoop (come ci vogliono far credere), gli esprimo la solidarietà dei napoletani onesti e non recrimino neppure la rete che ha deciso di divulgare il video.
A cosa serve nascondere i fatti? I fatti sono fatti. Ci sono quelli buoni e quelli cattivi. Quelli buoni vanno mostrati per vanto e per fare proseliti mentre quelli cattivi vanno mostrati per evidenziare il livello di barbarie e per far applicare le azioni correttive.
A cosa serve nascondere i fatti?
Smettiamola di trincerarci dietro il Vesuvio, il sole, la pizza, Marechiaro, O'core e i mandolini, davanti ad una vicenda come quella vissuta ed evidenziata da Carlo Alvino, a cui va tutta la mia solidarietà, c'è da chiedersi: perchè accade e cosa si può fare.
Lui, Carlo Alvino, il suo mestiere lo ha fatto, ora tocca agli altri agire e cercare di cambiare una situazione ormai incancrenita.
Le nuove generazioni sono lo specchio delle precedenti ulteriormente peggiorate. Cosa ci fa credere che i figli di questi esseri disumani possano essere diversi? Purtroppo è facile immaginare che sarà sempre peggio. Stiamo parlando di una fetta della popolazione napoletana che si ingrandisce sempre più (superiore al 30%).
Non vorrei che la consapevolezza della difficoltà di correre ai rimedi sia la causa principe degli attacchi a Carlo Alvino.

Preghiera inascoltata

Perchè oggi ci meravigliamo della questione morale all'interno del PD?
Era il mese di marzo del 2008 quando sul sito http://www.marcotravaglio.it/ comparve questa accorata preghiera:
Caro Veltroni, cari dirigenti che vi preparate a stilare gli elenchi di chi, secondo voi, merita di essere proposto come rappresentante dei vostri elettori. E di chi, con una sapiente strategia, verrà inserito nei "puntigiusti" per garantirne l'elezione.
Siamo di nuovo costretti ad affidarci alle vostre decisioni, perché non ci è data nessuna possibilità di scelta. Possiamo però chiedervi un atto di rispetto nei confronti di chi ancora una volta vi darà la sua fiducia: lasciate a casa quei candidati che non la meritano. E non solo i candidati condannati, indagati, sospettati di aver compiuto atti illeciti. Anche quelli che hanno dimostrato un inquietante disprezzo per quei valori su cui si fondano la nostra storia comune e l'unica prospettiva possibile di un mondo più giusto. Parliamo di quelli che incontrano e baciano boss mafiosi per parlare di appalti.
Parliamo di Vladimiro detto Mirello Crisafulli - Deputato Del Partito Democratico - L'ulivo Componente della Commissione Bilancio Tesoro e Programmazione edella Commissione per la Vigilanza sulla Cassa Depositi e Prestiti ("Onorevoli Wanted" di Peter Gomez e Marco Travaglio pag. 411>413 “I complici - Tutti gli uomini di Bernardo Provenzano da Corleone al Parlamento", Fazi Editore, di Peter Gomez e Lirio Abbate: Estratto su www.politicaonline.net/forum/showthread.php?t=330208&referrerid=10150 )
Parliamo di quelli che hanno lasciato sprofondare una città nell'immondizia: Antonio Bassolino Partito Democratico - Presidente della Regione Campania(Articolo Peter Gomez da "L'Espresso” su www.voglioscendere.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=1777558 ).
Parliamo di quelli che, accusati di finanziamento illecito al partito, spacciano prescrizioni per assoluzioni: Cesare De Piccoli Deputato del Partito Democratico - L'ulivo Viceministro dei Trasporti (Onorevoli Wanted" di Peter Gomez e Marco Travaglio pag.408>410)
Parliamo di quelli che si dimenticano di costituirsi parte civile contro chi ha piazzato mezzo chilo di tritolo tentando di far fuori un assessore della loro giunta. Che dichiarano di "disprezzare profondamente i pentiti" che svelano i mandanti del fallito attentato. Che vengono bersagliati daavvisi di garanzia. E che continuano a nascondersi dietro la giunta per le autorizzazioni a procedere: Vincenzo De Luca Sindaco di Salerno Deputato del Partito Democratico-L'ulivoComponente della Commissione Agricoltura( www.osservatoriosullalegalita.org/05/inchieste/007burmamorale.htm "Onorevoli Wanted" di Peter Gomez e Marco Travaglio pag. 414>425 )
Parliamo di quelli che sono stati assolti solo grazie alla nuova legge sul"giusto processo" perchè l' imprenditore che aveva confessato la consegna di una mazzetta durante le indagini preliminari, non si è presentato in aula. Con il risultato che, per lo stesso fatto, il corruttore è stato condannato e il corotto assolto.
Luigi Cocilovo Deputato del Parlamento Europeo Gruppo dell'Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa - Membro dell'Ufficio di presidenza e della Commissione per l'occupazione e gli affari sociali" (Onorevoli Wanted" di Peter Gomez e Marco Travaglio pag. 442>446)
E soprattutto parliamo di tutti quelli che hanno fatto della politica un'attività commerciale in cui si scambiano soldi, appalti, cariche, incarichi, tavoli "a latere", favori, promozioni, privilegi, posti di lavoro. Vogliamo essere rappresentati da persone che usano il potere del loro mandato esclusivamente per portare avanti gli impegni presi con i cittadini. E' un nostro diritto.
Se sei d’accordo, copia questa lettera, sottoscrivila ed inviala a info@partitodemocratico.it

Conclusioni: il malaffare e il magna-magna, solo oggi riportato dai media (e solo perchè si è mosso qualche pm), non è una novità.

PS E' bene chisrire che quando Travaglio scriveva di soldi, appalti, cariche, incarichi, tavoli a latere, favori, promozioni, privilegi, posti di lavoro, non sapeva ancora che stava invitando Veltroni ad escludere anche Di Pietro.

Il comune senso dell'onestà

In Italia ha fatto scalpore ed è finita sui giornali la notizia che una commerciante (Tiziana Concu) ha trovato una busta contenente 160.000 euro e l'ha consegnata alla polizia.
Quando lessi questa notizia pensai che quella persona avesse fatto la cosa più ovvia da fare in simili situazioni, anche se potrebbe anche capitare invece il tipo che raccoglie e scappa via sperando che nessuno lo avesse visto.
Comunque brava signora Tiziana.

A me a fatto più breccia quanto riportato dal Daily Mail e dal Telegraph perchè il comportamento non riguarda un solo individuo ma coinvolge una comunità; ecco i fatti:
Mister Tom Algie, 47 anni, è titolare di un negozio la cui insegna è tutta un programma: «Practically Everything», «Praticamente Tutto». Nel senso che nel piccolo emporio, come in una bottega d’alchimista, i suoi compaesani sono soliti trovare ogni cosa, dalle pile alle scope, dalle pentole ai secchi per la spazzatura. Niente roba di lusso, tutti articoli di ordinaria quotidianità. «Chi vuoi che venga da noi a fare acquisti durante il periodo natalizio», avrà pensato il buon Tom, «tanto vale che chiudiamo e ce ne stiamo a casa anche noi a festeggiare in famiglia». Detto, fatto: practically closed. «Ci rivediamo dopo Capodanno e auguri a tutti». Ma Mister Algie, oltre che un buon uomo con la faccia da ragazzone inglese anni Settanta, è anche uno che ha a cuore la funzione sociale del proprio esercizio. «Metti caso che miss Peggy rimanga senza la carta per impacchettare i regali, o che al piccolo James si sgonfi il pallone. Sarebbero nei guai...».
Ed ecco il colpo di genio. «A pensarci bene - avrà detto Tom ai suoi esterrefatti commessi - è meglio fare così. Chiudiamo nel senso che non lavoriamo, ma lasciamo ugualmente aperto il negozio. Così se qualcuno ha bisogno, entra e prende ciò che gli serve. Basta che lasciamo un foglio dove la gente scriva quello che ha preso... Ah sì, e naturalmente anche un contenitore per i soldi...». Ora, siccome né il Daily Mail, né The Telegraph, i giornali che hanno riportato il clamoroso beau geste di Tom, fanno cenno al numero di birre che il commerciante si scola abitualmente, e siccome non risulta che il nostro eroe abbia vinto qualche milione di sterline al bingo, dobbiamo rassegnarci a registrare quanto segue.
Due giorni fa, fresco come una rosa, Tom torna fiducioso al «Practically Everything» e che cosa ci trova? Practically Everything, come ogni mattina. Nel senso che nessuno aveva rubato nulla. Anzi, nella «scodella dell’onestà» messa a disposizione della gentile clientela, c’erano la bellezza di 187,66 sterline e 2 euro, il corrispettivo, esatto al centesimo, degli acquisti effettuati.

venerdì 2 gennaio 2009

Il furbetto del quartierino

L'esperienza di mani pulite ha specializzato Di Pietro nel "gioco delle tre carte" e gli consente di appropiarsi dei soldi del partito, movimento, associazione
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=317990
Capisco perchè è stato proprio lui a coniare il termine "furbetto del quartierino"

giovedì 1 gennaio 2009

Caserta declassata.

La provincia di Caserta è tra le ultime dieci della classe.
Io sto denunciando da oltre un anno che l’amministrazione provinciale di centrosinistra targata De Franciscis, al di là degli annunci e delle promesse, sta portando nel baratro la nostra terra di lavoro.
Il trasporto pubblico non funziona, non esiste un piano provinciale dei rifiuti, vengono anno dopo anno ridotte le risorse per le politiche sociali e quelle per il rilancio delle zone turistiche della nostra provincia.
Non solo, aumentano i disservizi per gli utenti delle strade provinciali e non vengono garantiti neppure i servizi più elementari ai giovani ed alle famiglie.
Al contrario l’attuale amministrazione sta curando bene la politica spicciola e quella clientelare come dimostra lo scandalo della parentopoli casertana in Terra di Lavoro.
Una classe dirigente seria e rispettosa dei cittadini prenderebbe atto del fallimento politico e rassegnerebbe le dimissioni dai propri incarichi.
Ma purtroppo la sinistra in tutta la Campania sta dimostrando che è sempre più attaccata alle poltrone. Vedi Bassolino alla Regione, Iervolino a Napoli, De Franciscis alla Provincia di Caserta, Petteruti a Caserta che proprio ieri ha ritirato le dimissioni con riserva (due volte in sedici mesi).
Stanno lì solo per gestire .......il potere. E i risultati si vedono.

Scandalosa Firenze

Già ebbi modo di scrivere di Firenze per quanto riguarda il riconoscimento del gettone di presenza, che è e rimane uno scandalo oltre che uno sperpero dei soldi pubblici.
Ora L'Espresso riporta un altro tassello. La Firenze degli scandali offre nuovi tasselli di perplessità. Piccole tessere, forse, che compoiono un mosaico carico di interrogativi sulla gestione della metropoli. L'ultima scoperta riguarda le buonuscite d'oro della Ataf, la municipalizzata dei trasporti: cinque manager si sono portati via un ricco extra, in tutto un milione di euro. Un bel regalo, confezionato con soldi pubblici. La Guardia di Finanza è entrata in azione dopo un esposto dei Cobas e una polemica sollevata a Palazzo Vecchio dal capogruppo del Ps. L'Ataf infatti è un corsorzio di nove municipi, ma il Comune di Firenze ovviamente è di fatto l'azionista più importante. E mentre l'opposizione si è rivolta al sindaco Leonardo Domenici chiedendo spiegazioni, gli investigatori hanno rifatto i calcoli e hanno presentato denuncia alla magistratura contabile. Secondo le Fiamme Gialle, la responsabilità per quei doni che valgono un milione è dell'assessore fiorentino Tea Albini, del presidente e di uno dei membri del Cda ed 'ex sindaco della confinante Campi Bisenzio: gli viene contestato di non avere esercitato il dovere di controllo sulle elargizioni. Solo nel caso del direttore generale Sassoli, sostituito con l'ex top manager della Trambus capitolina, l'azienda fiorentina ha rischiato di dovere regalare tre anni di stipendio: più di mezzo milione, solo per essersi scordata di dargli il preavviso.

Ma condivisione su cosa?

Il presidente della Repubblica ha comunicato il solito messaggio di fine anno, pieno di bei proponimenti come la più classica delle letterine a Babbo Natale della nostra infanzia. Non ne faccio un appunto a Napolitano, nel suo ruolo non può fare altro di diverso.
Ne faccio un rimprovero ad una classe politica malata di nanismo dichiarativo che si è accodata senza spirito critico e senza considerare la realtà dei fatti.
Ma quale condivisione si può avere in una Italia irrimediabilmente spaccata a metà e senza ponti? Ma i politici, tutti, da Destra a sinistra, li leggono i commenti dei lettori nelle migliaia di forum sparsi nella rete? Lo scontro, la divisione è totale.
Quale condivisione si può avere tra chi vorrebbe concedere cittadinanza veloce e voto agli immigrati e chi vorrebbe impedire loro di approdare nei nostri porti per scegliere chi ci portiamo in casa nostra?
Quale condivisione si può avere tra chi vorrebbe una moratoria e la condizione di reciprocità per la costruzione di moschee e chi invece vuole concedere non solo i permessi, ma anche i finanziamenti ai musulmani per costruirle?
Quale condivisione ci può essere tra chi considera terroristi i fondamentalisti islamici e chi invece “partigiani”?
Quale condivisione ci può essere tra chi vorrebbe ampliare l’intervento dello stato, ravanando nelle nostre tasche con la leva fiscale e chi invece vorrebbe lo stato sempre più lontano dalla nostra vita e le tasse ad un livello sempre più basso?
Quale condivisione ci può essere tra chi condivide i teoremi di certa magistratura e chi vorrebbe riformare la giustizia perché la magistratura si concentri sui reati che rendono la nostra vita meno sicura?
Quale condivisione ci può essere tra chi vuole riportare la scuola alla serietà gentiliana e chi invece vuole proseguire con il “sessantottismo”?
Quale condivisione ci può essere tra chi ha approvato la liberazione dell’Iraq e chi ha manifestato a sostegno di Saddam?
Quale condivisione ci può essere tra chi vorrebbe dare a capricci individuali la dignità di leggi dello stato e chi, invece, si batte perché prevalga una etica anche nella legislazione senza spazio per derive morali?
Quale condivisione ci può essere tra chi vuole imporre il pensiero unico con direttive europee liberticide del libero pensiero e chi, invece, vuole continuare a ragionare con la propria testa ed essere libero di esprimere le idee sue e non le veline altrui?
E si potrebbe continuare a lungo, evidenziando tante altre questioni sulle quali non solo si è divisi, ma lo si è così tanto da rendere impensabile un punto di convergenza.Allora uno direbbe: guardiamo a ciò che ci unisce.
La Nazionale di calcio ? Forse neppure quella. Uno vuole Donadoni, l'altro Lippi.
Blacknights

tra mitologia e storia

Come mai Di Pietro ha lasciato la magistratura?
Come mai è stato sempre assolto?
Come mai i pidiessini gli hanno offerto il laticlavio?
E infine – mistero dei misteri, arcano degli arcani – che cosa è avvenuto nella primavera del 2008? Il Pd ha deciso di andare da solo, ha destinato al macero Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani, Verdi e perfino il partito socialista, titolare dell’ideologia, e i radicali li ha accolti come parenti poveri, da far mangiare in cucina con la servitù: come mai allora ha fatto un’eccezione per Di Pietro?
Gli è stato consentito non solo di scampare alla catastrofe ma addirittura di farlo con la sua ragione sociale. E lui, per nulla grato, anzi con l’aria di essere inattaccabile, ha mancato subito alla parola data, ha costituito un proprio gruppo in Parlamento e ha condotto una continua politica di attacco e delegittimazione al partito che l’ha salvato.
Se, al riguardo, disponessimo di tutti i dati, non ci sarebbe nessun mistero: purtroppo, qui non possiamo che rifugiarci nel mito. Non ci sarà una parola di vero, ma i miti sono spiegazioni fantastiche, appunto.
Un giorno Giove si annoiava e mandò a chiamare Hermes. “È il mio messaggero e, come tutti i rappresentanti, sa un mare di storielle”.
- Hermes, che mi racconti di bello?
- Per oggi chiamami Mercurio.
- Il nome latino. Che c’importa di quei selvaggi?
- Il fatto è che la storia che sto per raccontarti si svolge in Italia. È una storia di delinquenti che si fregano a vicenda.
- Divertente, disse Giove. E si mise comodo.
- Devi sapere che Tulito…
- Mai sentito.
- Tulito in greco; in italiano Di Pietro. Di Pietro era un pubblico accusatore senza pietà. Da solo, o con pochi amici, aveva sbaragliato il più grande partito italiano. Aveva annullato anche il Psi. Insomma dove passava lui non cresceva più l’erba. L’Italia intera era corrotta e dovunque mettesse le mani scopriva fango. Poteva dunque mettere in galera tutti e all’occasione, per fare numero, anche innocenti. Il risultato fu che alla fine dei grandi partiti rimase solo quello comunista.
- Questo non mi fa ridere, disse asciutto Giove.
- Abbi pazienza. Il fatto è che rimasero solo i comunisti non perché fossero onesti ma perché Di Pietro aveva deciso di servirsi di loro. Non aveva l’intenzione di lottare contro i corrotti, pensava alla carriera in politica e seppe cogliere un’occasione d’oro. Avendo le prove documentali del fatto che qualcuno aveva recapitato per fini illeciti un miliardo di lire nella sede centrale del Partito Comunista Italiano, in Via delle Botteghe Oscure, invece di usarle per distruggere la dirigenza di quel partito (sarebbe stato un gioco da ragazzi), mise da parte quelle carte e fece ai comunisti un discorso intelligente. Se io vi denuncio, disse, vi distruggo. Ma non ci guadagno niente. Se invece dal mio lato sto zitto e dal vostro voi mi date un seggio da senatore, mi sistemo per la vita. E voi potrete continuare a proclamarvi gli unici onesti.
Giove scoppiò in una risata che fece tremare l’Olimpo. Ripeteva tra i singhiozzi “i comunisti gli unici onesti, gli unici onesti…”
Ma Mercurio proseguì. Tutto andò come previsto. Le cose si complicarono quando il Pd…
- Che partito è?, chiese Giove.
- Il Pci, va bene? Ha cambiato nome ogni anno bisestile. Dunque il partito, nel gennaio del 2008, decise di andare alle elezioni da solo, e poiché c’era lo sbarramento del 4%, Di Pietro capì d’essere spacciato. Allora andò dai dirigenti e disse loro: io me ne fotto della vostra volontà di andare da soli. Andrete da soli, ma da soli con me.
Giove riprese a ridere. Ma il messaggero degli dei proseguì, implacabile.Da soli ma con me. Diversamente racconto a tutti chi siete, dirò che siete corrotti al più alto livello e per grandi somme. Gli fecero ovviamente notare che si sarebbe distrutto anche lui, come accusatore e come moralizzatore, ma Di Pietro, pur essendo un uomo semplice, forse addirittura poco colto, era pieno di buon senso. Sì, lui si sarebbe rovinato, ammise. Ma era solo uno. Mentre dall’altro lato si sarebbe rovinato un intero partito. Tutto l’establishment corrispondente al trenta per cento degli italiani. Lui dunque li teneva in pugno. Tutto questo è disonesto! esclamarono i dirigenti ma lui si limitò a ridere: “Qui siamo fra noi, smettetela di dire fregnacce”.
Il risultato fu una sinistra italiana, votata da tante persone per bene, che in realtà era costituita da un partito di ricattati e da un ricattatore senza scrupoli.
Gli italiani questa storia ancora non la conoscono, io invece la so perché, essendo il dio dei ladri, nell’ambiente a me dicono tutti la verità.- Non ti preoccupare, la sapranno anche gli italiani, concluse Giove. Dirò a Clio, la musa della storia, di occuparsi della faccenda.
P.S. In seguito ho letto (in ritardo) un’intervista di Maurizio Gasparri in cui il politico del Pdl dice sul serio le cose che qui sono state dette sul piano della mitologia. Ecco il testo .
Questo racconto mitologico sta divenendo storia.
Anche se lo stesso Berlusconi minimalizza: Dall' intervista di Giordano a Berlusconi, oggi sul Giornale.http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=317957&START=4&2col=
Crede anche lei che dietro la nuova tangentopoli ci sia la mano di Di Pietro? «Non sono un esperto di complotti e non ho informazioni tali da poter esprimere giudizi su un’ipotesi come questa. So però che in Italia ci sono duemila pm fuori da ogni controllo. Affermare che ora sono pilotati da Di Pietro mi sembra una sciocchezza assoluta».
Gianni Pardo

Imbrogli da Vendere

C’è da sperare che le intercettazioni telefoniche per i reati contro la pubblica amministrazione non vengano vietate. E che non se ne vieti la pubblicazione sui giornali, quando hanno rilevanza politica. Il divieto mi pare necessario solo per le questioni private, non per quelle con rilevanza pubblica.
Le intercettazioni napoletane, infatti, ci aiutano a dare un giudizio politico sull’Italia dei valori (Idv) guidata da Antonio Di Pietro.
Queste intercettazioni ci confermano che l'IdV è un ibrido tra un prodotto derivato della magistratura giustizialista ed un prodotto derivato della scuola mastelliana più pura.
Come ogni prodotto derivato di successo, Idv può contenere elementi potenzialmente tossici, che vengono maneggiati con cura, e tolti al momento giusto dal pacchetto offerto al pubblico, affinché essa possa avere un elevato rendimento elettorale.
Ed ecco perciò, come compare nelle intercettazioni telefoniche Cristiano Di Pietro ossia Di Pietro junior, consigliere provinciale di Campobasso. Che non ha fatto, ci assicura il padre, nulla di penalmente rilevante, in quanto si è limitato a raccomandare a Mario Mautone, provveditore alle opere pubbliche di Campania e Molise, alcuni suoi amici; a chiedere di affidare incarichi ad architetti da lui indicati e sollecitati anche da Nello di Nardo, segretario del ministro delle infrastrutture Antonio Di Pietro, ad esprimere interessi in alcuni appalti e su alcuni territori. Le richieste di Cristiano Di Pietro vennero immediatamente esaudite da Mautone, che nel caso di nomine ne comunicava a Cristiano l’esito, dandogli affettuosamente del tu: «Il decreto di nomina non lo ho ancora dato a lei (l’interessata). Lo passerò sempre a te e poi ce lo farai avere tu».
Certo che non è penalmente rilevante dare del tu al figlio del ministro e passargli il decreto di nomina di una persona, prima che esso lo abbia. Glielo dà privatamente il figlio del padre potente. Che c’è di penalmente rilevante nel trasformare le procedure di ufficio in procedura di clientela?E la procedura in questione non dà un ingiusto vantaggio patrimoniale a Cristiano di Pietro, né a Mautone, dipendente istituzionalmente da suo padre. Comunque, comporta prudenza. L’elemento coinvolto rischia di essere tossico. E il presidente di Idv è come un abile banchiere, che sa come ci si comporta con i prodotti potenzialmente tossici. Infatti, saputo che Mautone era sotto inchiesta da parte della procura di Napoli, mentre sino a poco prima lo inseriva in commissioni di appalto, ora lo trasferisce dal provveditore della Campania e Molise a Roma e induce il figlio a non avere più rapporti con lui. Dalle intercettazioni si apprende che la moglie del provveditore pensa si possa ricattare il ministro, per impedire il trasferimento del marito. Cosa che, in genere, non conviene a nessuno dei due. Intanto però il ministro non ha trasferito Mautone in Sardegna, ma lo ha nominato dirigente a Roma, cosa che per molti è una promozione. Ma per lui è un rischio, perché deve lasciare un incarico in cui ha intessuto molti intrecci che non potrà più sorvegliare. «Il potere che tu hai qui a Napoli a Roma non lo potrai avere», dice infatti la signora nella telefonata intercettata. E intanto Cristiano non parla più con Mautone, «troppo esposto». L’abile banchiere toglie dai derivati, per tempo, i prodotti tossici. Ma intanto le intercettazioni telefoniche ci hanno permesso di sapere in che cosa consiste Idv, e un po’ come prende i voti.
Mautone era certamnete una persona di fiducia di Di Pietro Senior tanto che lo stesso Di Pietro lo "propose" insistentemente a Bassolino per la nomina ad assessore regionale in Campania; come di fiducia era il deputato Americo Porfidia, sospettato di connessioni di stampo mafioso, e tanti altri che hanno fatto dire a Franco Barbato (deputato IdV) «Mi sospendo dagli incarichi dell'Idv in Campania perchè qui nel partito spuntano camorristi, strane facce, gente alla quale io nemmeno stringerei la mano» e, se lo dice lui..... c'è da crederci.