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giovedì 30 ottobre 2008

Grillo, VACCI TU!


Il Corriere della Sera riporta che nella manifestazione di Bologna è arrivato anche Beppe Grillo per esprimere la propria solidarietà ai manifestanti. E non ha perso occasione per lanciare una nuova provocazione ed ha detto ai cronisti: «Dovete cercare di scoprire chi sono i poliziotti finti. C'è un filmato messo online (guarda) dove si vede benissimo questi qui con le mazze che parlano affettuosamente con un poliziotto quasi da collega a collega. Queste cose le hanno sempre fatte dai G8»
Grillo ha chiesto al ministro dell'Interno Roberto Maroni di spiegare cosa è successo in piazza Navona e di chiarire la presenza di infiltrati. Quindi - ha aggiunto - dovrebbe dimettersi.
Ecco, queste sono le cose che Grillo grida come verità, e questo è il video che lo sbugiarda.
http://www.youtube.com/watch?v=zCgwcUseZoU
Grillo, vergognati.
Con le bufale che ti inventi fai la pariglia con Travaglio, entrambi zerbibi del Dio Pietro.
Non ci sarà un magistrato a Bologna?
Non esiste il reato di vilipendio alle forze dell'ordine?
E neppure quello di istigazione alla violenza?
Ci vuole una faccia da c..lo esagerata ad inventarsi tutto ed andare ad aizzare animi già agitati e chiedere anche le dimissioni del Ministro.
Grillo: Vaffa ........

Quando la mamma chiama

Oggi c'era lo sciopero generale della scuola e, chi ha voluto, ha potuto verificare che è in atto un'azione contro Berlusconi per cercare di capovolgere il risultato delle elezioni del 13 aprile (solo sei mesi fa).
Io non avevo bisogno di aspettare oggi per accorgermene, ma per i più dubbiosi è bastato vedere in piazza tutti insieme pacatamente Ferrero, Bertinotti, Ferrando, Veltroni, Mussi, Diliberto e Di Pietro. Mancavano solo Boselli e Mastella (giustificato) per ricomporre l'Unione, ma in compenso c'erano Epifani, Bonanni e Grillo.
Qualche giorno fa scrivevo : Cui prodest? E già allora scrivevo che giova a chi è stato sbattuto fuori dalle aule parlamentari, a chi gli è stata tolta la marmellata dalle mani ( ex governo) e a chi teme di perdere la poltrona. Magari anche ai baroni, ma certo non agli studenti.
E' la vecchia storia comunista che quando mamma chiama i figli rispondono. Quella sacca dormiente sempre pronta a dare una mano ai compagneros.

Onorato di essere dalla parte peggiore del Paese

SU FACEBOOK E' COMPARSO UN GRUPPO INTITOLATO: "UCCIDIAMO BERLUSCONI".
QUESTO BEL GRUPPETTO DI "AMICONI" DEVE ESISTERE GIA' DA UN BEL PO', VISTO CHE HA 2368 MEMBRI E COSTITUISCE UN VERO E PROPRIO CAMPO DI ISTIGAZIONE ALL'ODIO.

QUESTO LO "STATUTO" DEI MEMBRI DEL GRUPPO:
"NEL FRATTEMPO CHE CI VIENE IN MENTE UNA BELLA IDEA PER FARLO FUORI, COMINCIAMO CON L'INSULTARLO......
QUA POTETE/DOVETE URLARE LA VOSTRA RABBIA E I VOSTRI INSULTI VERSO STO GRANDISSIMO FIGLIO DI TROIA......
QUESTO GRUPPO E' UN RACCOGLITORE DI IDEE CONCRETE, E SOTTOLINEO CONCRETE, PER COMBATTERE E DANNEGGIARE IL CAVALIERE DI ARCORE...
FINE ULTIMO DEL GRUPPO (NELLA SPERANZA CHE POSSA SOLO ESSERE UN INIZIO) E' LA CREAZIONE DI UN EVENTO (O MANIFESTAZIONE CHE DIR SI VOGLIA) IN CUI IL NOSTRO SOGNO (BEN RAPPRESENTATO DALLA FACCIA MACIULLATA DELLO STRONZO) POSSA MANIFESTARSI IN UN TRIPUDIO DI GENTE FESTOSA CHE URLA IL PROPRIO DISPREZZO E IL PROPRIO RACCAPRICCIO NEI CONFRONTI DEL GRANDE TUMORE CHE STA ROSICCHIANDO IL SENSO DEMOCRATICO ITALIANO...

QUESTO IL RISULTATO DEL CLIMA DI ODIO CHE LA SINISTRA GUZZANTIANA, TRAVAGLIESCA, DIPIETRISTA E FORCAROLA STA ALIMENTANDO IN TUTTO IL PAESE. SE QUESTO E', COME DICE VELTRONI, IL PAESE MIGLIORE RISPETTO AL CENTRODESTRA CHE LO GOVERNA, NO GRAZIE, MI FA PIACERE DI ESSERE LA PARTE PEGGIORE E DI ESSERE UN "COGLIONE". CONTRO I VERI COGLIONI.
http://clem.blogattivo.com/Primo-blog-b1/SENSO-DEMOCRATICO-b1-p57338.htm

POI CI VENGONO A RACCONTARE CHE LE MANIFESTAZIONI STUDENTESCHE SONO APOLITICHE E SPONTANEE; COSA CI FACEVA UN CONSIGLIERE DI RIFONDAZIONE CON IL MEGAFONO A INCITARE GLI ANIMI DEGLI STUDENTI, COSA CI FACEVA UN ATTEMPATO SINISTO AL GRIDO "SIAMO TUTTI ANTIFASCISTI", COSA CI FACEVANO I CENTRI SOCIALI A PIAZZA NAVONA?
IO SONO ONORATO DI FAR PARTE DELLA PARTE PEGGIORE DEL PAESE; DA QUESTA PARTE NON SONO PRESO PER IL C..O.

martedì 28 ottobre 2008

E adesso?


E' difficile commentare la manifestazione del Pd al Circo Massimo senza scadere nella banalità, e allora mi limito a dire che si è trattato di una chiamata alle armi da parte del leader del Partito Democratico.
Egli sa di avere le ore contate: le elezioni europee, infatti, si avvicinano e all'interno del Pd la vecchia guardia Pci altro non aspetta che «farlo fuori». Così Veltroni ha scelto di tornare al passato e di sposare la vecchia linea antiberlusconiana.
Ora si sta accorgendo che questo ruolo lo interpreta Di Pietro, e lo sa fare in una maniera più teatrale che piace tanto agli antiberlusconiani.
E allora?

Mi ricordo di una canzone.......Qualunque cosa fai, dovunque te ne vai, tu sempre pietre in faccia prenderai. Sarà così finchè ......... verranno le elezioni europee.

Veltroni: lo zerbino di Di Pietro

Il 30 novembre si vota in Abruzzo per il presidente della regione. Le elezioni anticipate si svolgeranno in seguito alle dimissioni della giunta di Ottaviano Del Turco (PD).
PD e IdV hanno trovato l'unico accordo possibile per Di Pietro: «Il Pd mette a disposizione la propria forza per sostenere Costantini» candidato dell'IdV.
Nulla di strano, PD e IdV sono alleati (nonostante le chiacchiere), ma quest'alleanza mi puzza.
Come mai quando c'è da scegliere un candidato, la scelta è a senso unico?
C'è da nominare una persona alla Vigilanza Rai? Bene, è Orlando (IdV). C'è da sostituire Del Turco? Bene, è Costantini (IdV).
C'è da nominare i capigruppo a Camera e Senato e Veltroni li vuole del PD? Bene, l'IdV nomina i suoi capigruppo.
Quale filo lega Di Pietro e Veltroni che rende quest'ultimo così Zerbino?
Fosse che Di Pietro odiava Mastella solo perchè loro sono fatti dello stesso stampo? Allora infatti era Mastella a dire alla coalizione:"senza di me non vincete" e gli si aprivano tutte le porte.

Che tempo che fa?

Date un'occhiata al sondaggio di Sky Tg 24 e rendetevi conto di che aria tira.
L'84% dei votanti (sondaggio on line, basato su voti volontari: quindi un indicatore significativo ma parziale) si dice d'accordo con il ministro Brunetta e la sua proposta di introduzione dei tornelli per controllare la presenza in ufficio dei magistrati.
Cosa vuol dire questo dato?
Il tornello in sè non dice niente, ed è anzi recepito dai magistrati come un'offesa, ma il trionfo del «si» alla proposta di Brunetta è l'ennesimo grido di dolore e di speranza di quell'Italia onesta e per bene che altro non vuole che un Paese più ordinato, civile, rispettoso. Una nazione nella quali trionfi il rispetto delle regole e non la sua negazione, la vittoria della buona educazione su quella cattiva, l'affermarsi della cultura della responsabilità su quella dell'indifferenza.
È l'Italia che ha massicciamente votato Berlusconi alle ultime elezioni; è l'Italia degli studenti che non vanno in piazza perché convinti che abbiamo più bisogno di riforme che di cortei.
Questa Italia, che non è solo di destra, è la parte migliore del Paese e (con buona pace di Veltroni) sabato stava più a casa che al Circo Massimo. Merita rispetto e soprattutto merita di veder cambiare il volto arruffone, imbroglione, pasticcione e truffatore che spesso ha il nostro Paese.
Da L'editoriale de Il Tempo

Camorra: Omertà mediatica


La protesta degli studenti assorbe le prime pagine dei giornali ed assorbe anche tutti i giornalisti.
Nessuno infatti riporta i successi dello Stato a Casal di Principe.
Certo la camorra non è sparita con l’arrivo dei parà, nonostante le oltre millecinquecento persone, in media, controllate ogni giorno ai check point in tutta la zona compresa tra Castelvolturno, Aversa e Casale, ma i paracadutisti inviati dal ministero della Difesa e dell’Interno a supporto dei reparti speciali di polizia, carabinieri e guardia di finanza, ispirano sicurezza nella popolazione.
Qualcuno mi fa il piacere di dirlo anche a Veltroni, D'Alema, Fassino, Bersani e tutti quelli che, pur di contrastare, ebbero a ridicolizzare l'iniziativa e inventarsi che "così si spaventava la gente"?
Ne parla solo Il Mattino a pag.30 (sic!).
Certo che la camorra non è sparita, ed infatti ancora ieri è stata recapitata una lettera al sindaco di Pignataro contenente un proiettile ed un avviso: "sei un uomo morto". Ma si comincia a vedere la reazione della gente: la mano di qualcuno ha scritto sui muri «W gli uomini onesti».

Studenti: la solita fregatura


C'è una risposta alle domande di JimMomo sul cambiamento di Veltroni?
E pensare che durante la campagna elettorale, per non parlare del discorso del Lingotto, lo stesso Veltroni aveva parlato con un linguaggio del tutto diverso, avvertendo responsabilmente la necessità di tagliare la spesa pubblica e di garantire il rispetto della legalità anche nelle situazioni minori.
Dopo averla tanto demonizzata in campagna elettorale, Veltroni è tornato ad abbracciare l'"Italia dei no". «Giù le mani dalla scuola». Un abbraccio che forse potrà tornargli utile solo per vivacchiare nella lotta che si è scatenata all'interno del partito.
Ormai per gli italiani Veltroni è un Di Pietro dallo spirito meno bollente e più bollito.
Anziché approfittare per imprimere al Pd una reale svolta riformista e moderna, Veltroni sta cercando di occupare lo spazio politico di Bertinotti, alla faccia del riformismo.
E' possibile che lo si faccia solo per recuperare quelli che sono passati dalla parte dell'IdV?
E agli studenti cosa resta? La solita inc..atura.

domenica 26 ottobre 2008

Lauree sprint

Il Corriere della Sera si interroga e cerca di capire come mai l'università italiana, agli ultimi posti tra le università del mondo (la prima italiana è la Sapienza di Roma al 146° posto), sforni un così alto numero di "geni" che si laureano in tempi da record, molto prima della durata statutaria dei corsi.
L'argomento viene sviscerato da Rizzo e Stella (gli autori de La Casta) ed innanzitutto osservano che quasi la metà dei geni (il 46%) esce da due sole Università: quella di Siena (494ª nella classifica planetaria) e la «Gabriele D'Annunzio» di Chieti e Pescara, che non figura neppure tra le prime 500 del pianeta.
Tutto nasce alla fine degli anni Novanta, quando il ministro Luigi Berlinguer, adeguando le norme a quelle europee, aveva introdotto la laurea triennale. Laurea alla portata di chi, avendo accumulato anni d'esperienza nel proprio lavoro, poteva mettere a frutto questa sua professionalità grazie al riconoscimento di un certo numero di quei «crediti formativi» di cui dicevamo. Un'innovazione di per sé sensata.
Cosa è successo?
E' successo che gli atenei (che hanno l'autonomia gestionale), si sono lanciati in una pazza corsa ad accumulare più iscritti possibili per avere più rette possibili e chiedere al governo più finanziamenti possibili.
Ed allora si sono aperte le danze con la stipula di convenzioni con poliziotti, carabinieri, finanza, ordini professionali, associazioni, sindacati, vigili del fuoco, giornalisti.
Grazie a queste convenzioni, si "contrattavano" crediti formativi come quello ad esempio con i poliziotti (76 crediti riconosciuti agli agenti, 106 ai sovrintendenti e addirittura 127 agli ispettori) che volevano diventare dottori in «Mediazione culturale e cooperazione euromediterranea».
E' utile evidenziare che per la laurea triennale occorrono 148 crediti ed è ovvio che un ispettore (che parte da 127 all'iscrizione) ci impieghi solo pochi mesi o un sovraintendente ci impieghi al massimo un anno.
Rizzo e Stella, riferiscono che questo andazzo pazzesco fu interrotto solo nel maggio 2007 da Fabio Mussi («Mai più di 60 crediti: mai più!») quando ormai buona parte dei buoi era già scappata dalle stalle.
Ma perfino dopo quell'argine eretto da Mussi, c'è chi ha tirato diritto. Come la «Kore» di Enna che, nonostante il provvedimento mussiano prevedesse che il taglio dei crediti doveva essere applicato tassativamente dall'anno accademico 2006-2007, ha pubblicato sul suo sito internet il seguente avviso: «Si comunica che, a seguito della disposizione del ministro Mussi, l'Università di Enna ha deciso di procedere alla riformulazione delle convenzioni» ma «facendo salvi i diritti acquisiti da coloro che vi abbiano fatto esplicito riferimento, sia in sede di immatricolazione che in sede di iscrizione a corsi singoli, nell'ambito dell'anno accademico 2006-2007». Tiè.
Per completezza di informazione il diluvio di lauree sprint è avvenuto anche negli anni del governo berlusconiano 2001-2006.
Gli studenti non hanno mai protestato.

Condanne a morte per cani e gatti

Sulla Stampa on line del 26 Ottobre 2008 appare un tremendo articolo che si riferisce al progetto di uccidere 11.000 cani o gatti nella provincia dello Yunnan; non solo quelli randagi ma anche quelli che fanno compagnia ai loro padroni.
Negli ultimi giorni 6 persone sono morte a causa della rabbia, cosi il governo cinese, notoriamente di destra e disponibile alla moderazione, invece di ricorrere alla sterilizzazione, ai vaccini od altro, che fa? manda in giro squadracce che uccidono i cani a bastonate, scariche elettriche o tramite impiccaggione.
Da notare che quest'anno è presente un certo senso di moderazione nelle autorità cinesi , se si paragona il numero attuale ai 50.000 animali condannati a morte nel 2006 . Le sentenze sono state tutte eseguite!
Leggi l'articolo qui:
http://www.lastampa.it/lazampa/girata.asp?ID_blog=164&ID_articolo=785&ID_sezione=339&sezione=News

Dove sono tutte quelle associazioni che dicono di tutelare non so cosa?

Razzisti

Questi RAZZISTI agli ordini di Berlusconi hanno fatto un'altra vittima: una cittadina ucraina di 19 anni (Nadia Lacusta) non si ferma all’alt intimato dalla Finanza, prosegue nonostante la paletta alzata del finanziere e si schianta contro un'altra vettura.
La ragazza è stata ricoverata all'ospedale Moscati di Aversa in prognosi riservata con un politrauma.

Un'idea bislacca

«Non pretendo che Casini segua i miei consigli - conclude il ministro Bondi - Spero solo che ci pensi».
Ecco il consiglio: Pier Ferdinando Casini candidato sindaco di Bologna per «tutto il centrodestra».
E' ovvio che la proposta, anche se non va in porto, vuole ottenere il risultato di superare la frattura consumata con il Pdl.
E' un'idea bislacca di Bondi o del PdL?

sabato 25 ottobre 2008

Il Pulcinella d'Europa

Jorge Montes, un francese di origine uruguayana di 48 anni, sospettato di sequestro e stupro di due persone, è uscito ieri dal carcere di Fresnes, in seguito ad un errore di trascrizione della Corte d'appello di Parigi: invece di scrivere "confirmer", il cancelliere ha erroneamente scritto "infirmer" invalidando il decreto redatto dalla Corte nel quale si disponeva della permanenza in carcere dell'uomo.
Fosse successo in Italia Napolitano avrebbe potuto intervenire "direttamante" nella questione senza suscitare polemiche? Assolutamente no.
Invece in Francia si può.
Da Pechino, dove partecipa al vertice Asem, Nicolas Sarkozy ha annunciato di aver chiesto alla procura generale di intervenire presso la Corte d'appello per rettificare "l'errore materiale" e far reincarcerare l'individuo".
Anche in Italia talvolta succede che gli indagati rinviati a giudizio escono dal carcere perchè il magistrato non ha avuto il tempo di scrivere la motivazione dell'arresto. Napolitano non è mai intervenuto, ma non perchè, come dice qualcuno, è un Morfeo, ma perchè i limitatissimi poteri che vengono attribuiti al nostro presidente della Repubblica (solo rappresentanza) lo rendono il Pulcinella dell'Europa.

Un problema serio

Venerdì nero a partire dal caso Renault, la cui quotazione è scesa del 15,64% ed il gruppo Renault-Peugeot-Citroen ha oggi annunciato la decisione di chiudere «la quasi totalità» dei suoi stabilimenti in Francia «per una o due settimane a partire dalla settimana prossima».

Mio padre diceva: quando vedi del fuoco a casa dell'altro, corri con l'acqua a casa tua.
Ed allora in Italia bisogna trovare ed allocare delle risorse per questo problema.
Infatti il gruppo Fiat-Lancia-AlfaRomeo è esattamente nelle stesse situazioni e probabilmente a breve sarà costretto a prendere la stessa decisione. Solo che l'effetto in Italia sarà più drammatico perchè l'industria automobilistica in Italia va a formare buona parte del nostro già modesto PIL.

Veltroni potrà continuare a dire che si devono aumentare gli stipendi; (c'era bisogno che lo dicesse lui) ma ci sono problemi e priorità ben più pressanti che Berlusconi sta dicendo agli italiani da almeno un mese. Disse esattamente: «non c'è da scandalizzarsi, se anche da parte nostra ove sia necessario, che gli Stati possano pensare di dare in qualche modo aiuti di Stato alle industrie automobilistiche», e disse anche «Fino a ieri era peccato oggi è un imperativo categorico».
Se un liberale come lui e Tremonti sono arrivati a dire questo, la situazione deve essere veramente seria. Ma la maggior parte dei media, invece di cogliere la serietà del momento, li denigrarono.
Con questo scenario Veltroni va al Circo Massimo per "parlare" della pochezza degli stipendi, della dittatura strisciante e del programma del PD, in pratica uno spot elettorale anticipato di quattro anni. Ma lui è fatto così, è un diesel: ci mette tempo per carburare. Ma alla fine inviterà a casa sua (che so) Luca di Montezemolo e dirà di aver risolto la crisi. Finchè ci sono quelli della CGIL che ci credono.......

Facinoroso: Eccolo?


Occupazione a Napoli dell'Istituto superiore ''Antonio Serra'' dove gli studenti hanno bloccato con catene e colla il cancello d'ingresso della scuola impedendo agli insegnanti ed al personale amministrativo di entrare nell'edificio.
A parte l'atto di violenza, non mi spiego il motivo di nascondere il volto.
Mi viene un dubbio: sono studenti dell'Istituto? Boh?
Che fossero dei facinorosi?
Dal dizionario della lingua italiana:
Facinoroso - agg., s.m., chi è incline a fomentare disordini, chi organizza una sommossa.

Se la Polizia non va alla scuola.......


.....è la scuola che va alla Polizia

venerdì 24 ottobre 2008

Sudditi e Vassalli

Più di cinquanta anni fa il vescovo di Prato aveva redarguito pubblicamente una coppia che si era sposata solo con rito civile. Iniziò una lunga vertenza giudiziaria e proprio cinquant'anni fa, il 25 ottobre del 1958 ci fu la sentenza di assoluzione del vescovo perchè la coppia era battezzata e quindi ancora "suddita del suo vescovo".
Domani, dopo 50 anni, oltre alla manifestazione del Pd, ci saranno a Roma 500 persone per dare vita alla giornata dello 'sbattezzo', iniziativa promossa dall'Unione atei agnostici italiani, durante la quale i 'protagonisti' impugneranno carta e penna e scriveranno ai loro parroci una raccomandata in cui chiedono "la cancellazione degli effetti civili del battesimo e quindi il riconoscimento del diritto, stabilito dal Garante per la privacy, di non essere più considerati dallo Stato come sudditi della Chiesa cattolica"

Quousque tandem abutere, Xxxxx, patientia nostra?


Questo post viene scritto per i lettori on-line di Repubblica e L'Unità, perchè questa notizia non viene riportata da questi giornali.
http://www.corriere.it/politica/08_ottobre_24/annozero_polemiche_87dcb1aa-a1cd-11dd-8e51-00144f02aabc.shtml

Quindi ieri sera il condannato per diffamazione sig. Marco Travaglio , ha in totale malafede e spudoratamente dato notizie false e, naturalmente, come d'uso a casa Santoro, senza possibilità di contradditorio nè di presenza dei nominati. E meno male che siamo in un regime.

E quello sarebbe il giornalista dei fatti? A me pare un gran cazzaro. Ed è anche spudorato, in quanto è proprio lui il "condannato" a lucrare in un ente pubblico come la RAI.

Adesso Dio Pietro non dice più che gli inquisiti, indagati, processati o condannati non POSSONO assumere alcun incarico nel settore pubblico? Altro cazzaro.

Infine, sempre su "annozero" vi dò un esempio di regime che Repubblica e L'Unità non hanno pubblicato: http://notizie.alice.it/notizie/cronaca/2008/10_ottobre/23/scuola_gasparri_pdl_attacca_annozero_santoro_logica_stalinista,16566316.html

Altro cazzaro.

PS. Al posto delle Xxxxx del Titolo potete mettere Antonio, Marco, Michele o anche tutti e tre insieme.

giovedì 23 ottobre 2008

Perchè gufate tanto?

Più si avvicina il corteo di sabato, più il segretario del Pd diventa nervoso. Anche perché gli attacchi interni non si fermano. E allora Walter Veltroni replica così a chi gli chiede se non tema un flop, e se il rischio di una partecipazione alla manifestazione inferiore alle aspettative, possa essere per lui «un avviso di sfratto» dalla leadership del Pd: «Perché gufate tanto? Cosa vi preoccupa».
In realtà il più preoccupato di tutti pare proprio il segretario, che cerca di portare in piazza chiunque, basta esserci.
E allora succede che Aurelio Mancuso, presidente nazionale di Arcigay, ha scritto una lettera aperta al leader del governo ombra Walter Veltroni e, con toni confidenziali e pacati, Mancuso chiede che la manifestazione del 25 ottobre abbia come tema centrale anche l’omofobia.
Secondo voi cosa ha risposto Walter?
Mica poteva rinunciare ai rom, ebrei, gay, lesbiche e trans. Ha scritto una lettera a Mancuso ed ha esteso il motivo della protesta.
Finanche Silvio Siriana si preoccupa, ed avverte: «Rischiamo d ritrovarci con le correnti stile Dc».
E un sondaggio dice che la fiducia nel leader è crollata ai livelli dell’ultimo Prodi.

PS Notiziegay pubblica per intero la lettera di Mancuso con il seguente disappunto: Il formidabile Aurelio Mancuso chiede a Veltroni di non scordarsi dell’omofobia, dimenticando che a Napoli il movimento Lgbt ormai sta litigando da un mese per fissare la data di una manifestazione nazionale proprio contro l’omofobia. Mancuso è ormai diventato un pezzo da museo e sembra dire, “fate voi perchè noi non ne siamo più capaci… “. Grottesco, non c’è che dire.
http://www.notiziegay.com/?p=18427

PS1 Però è strano questo Mancuso; chiede al segretario del PD di inserire la questione dell'omofobia.
Solo pochi giorni fa (in occasione della morte dello steward gay) era uscito un articolo sul Manifesto in cui Mancuso accusava Merlo (giornalista di Repubblica) di aver volutamente omesso che lo steward era gay e diceva: Merlo esprime il pensiero di una classe politica, culturale e intellettuale che fa riferimento alla sinistra progressista che non vuole sentir parlare di famiglie omosessuali e di riconoscimento della cittadinanza. Una classe politica complice dell’omofobia dilagante. E ce l'aveva con Veltroni.
http://www.notiziegay.com/?p=14488

Analisi di un disagio: comunisti senza rappresentanza


Giovanni Morandi si chiede se stiamo assistendo ad una riedizione in minore di una protesta, che vivemmo quando studenti del liceo eravamo noi.
Scrive: "Vedo che ci sono modalità anche linguistiche della protesta, che pare giungano da lontano. Occupazione, autogestione, attivo studentesco. Nel riudire queste parole mi prende la tristezza, mi chiedo com’è possibile che non ci sia un briciolo di fantasia in quelli che hanno da ridire sulla riforma Gelmini, mi chiedo chi rappresentino, e mi rispondo che il tutto è semplicemente il frutto della mancanza di fantasia in chi oggi sta all’opposizione.
Ma forse è sbagliato stabilire paralleli e forse l’errore è indotto dall’aridità di formule e forme, che sono frutto di trapianti condannati al rigetto. E' un peccato che si tenti di togliere la possibilità ai giovani di pensare con la propria testa, che si voglia usarli, facendo ricorso alla forza dei picchetti come solo mezzo per imporre la volontà della minoranza sulla maggioranza.
C’è una sinistra che si illude di tornare ai suoi anni verdi. Si ritroverà nella malinconia dell’isolamento politico. Perché oggi nulla è più come allora."

Oppure è più semplicemente che i comunisti esistono ancora nelle scuole e, non avendo più nessuna rappresentanza politica di riferimento, si esprimono nell'unico modo loro possibile: la piazza, l'occupazione, il picchetto?
E quindi l'analisi più logica mi fa dire che la protesta nei licei e negli atenei mi pare manovrata dall’esterno, ovviamente per motivi politici che niente o poco hanno a che fare con i sacrosanti problemi della scuola publica.
Gli studenti una protesta non l'hanno mai negata a nessuno e stavolta non dispiace nemmeno ai professori.
Così si spiega il paradosso che sale l'adesione degli studenti alla protesta contro-Gelmini e sale di pari passo il consenso degli italiani pro-Gelmini.

Francia, modello di integrazione

Il putiferio scoppiato in Italia intorno alle "classi di inserimento" per stranieri genera in Francia stupore, sorpresa, incredulità. Al ministero dell'Educazione, gestito da Xavier Darcos, sottolineano che lo strumento da loro «esiste dagli anni Settanta e non ha mai generato polemiche». http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2008/10/francia-modello-anni-70.shtml
Analogamente esiste in Germania ed il Inghilterra.
Ma ieri, a Matrix, un esponente dei Comitati studenteschi in rivolta, (non era una studente, ma un fresco laureato in Scienze Politiche alla Sapienza) lo ha definito "Segregazione razziale".
Questo sforna la nostra Università. Pazienza.

Poverino

Riporto lo stralcio di un articolo e l'immagine apparsi sul blog dilloallaluna http://dilloallaluna.ilbello.com/?p=530:
Lo stato di polizia sta iniziando. Berlusconi afferma che ci vuole la Polizia nelle scuole, che le proprietà pubbliche non possono essere occupate, vero.
Ma anche Palazzo Chigi è una proprietà pubblica e lui l’ha occupata per anni. .
....... Ci vorrebbe più polizia e più Finanza anche dalle parti di Arcore.
........Ci vorrebbe più chiarezza nei conti del grande Imprenditore che aspira a diventare il grande Imperatore. Ma non sarà così facile.
.......Le persone iniziano a capire, a pensare ed è difficile, anche per un dittatore, distruggere il pensiero. Chiedere ai predecessori ….
E' uno strano pensiero;
parte affermando che Berlusconi ha detto la verità (le proprietà pubbliche non possono essere occupate) e poi si perde nel nulla perchè:
1. Berlusconi non ha occupato Palazzo Chigi, ma è stato semplicemente eletto
2. La polizia e la Finanza sono di casa ad Arcore, in Fininvest ed a Mediaset dal 1994 e non c'è uomo al mondo (politico o imprenditore che sia) ad aver ricevuto più ispezioni.
3. I conti delle ditte di Berlusconi sono state rivoltate come un pedalino.

L'unico problema per questo blogger non è il numero di visite della Finanza, ma il fatto che dalle visite non è scaturito NULLA.
Che peccato.

Vorrei incontrarti tra 40 anni

Tempo fa il Presidente Napolitano ha riconosciuto di aver sbagliato a giustificare l'invasione di Budapest da parte dei carri armati sovietici.
Ora è la volta del duro e puro, Fausto Bertinotti a recitare il suo mea culpa sulla primavera di Praga: In un convegno a Montecitorio per i 40 anni della battaglia per la liberalizzazione allora avviata da Dubcek e poi repressa da Mosca con i carri armati, l'ex leader di Rifondazione Comunista ha denunciato le responsabilita' di tutta la sinistra. Chiamati in causa soprattutto il Pci e i sessantottini, colpevoli di aver "lasciato soli" i dissidenti cecoslovacchi contro l'oppressione sovietica. "Praga - ha detto Bertinotti - non e' stata aiutata fino in fondo da chi poteva e doveva. La connessione con la primavera avrebbe chiesto una rottura drastica dei rapporti con chi aveva prodotto quell'invasione e quella distruzione".

Certo che se lo avessero capito allora sarebbe stato meglio per tutti.
Ma certi piccoli leader piazzaioli non avrebbero avuto la possibilità di mettersi in evidenza, di crescere, di diventare capi popolo del sindacato, di dedicarsi alla politica, di diventare parlamentari e magari Presidenti della Camera. No? Tanto poi basta pentirsi.
Oggi si usa, va di moda, anche se sei stato terrorista, anzi è un titolo preferenziale; si è in prima pagina sui giornali, si fanno conferenze nelle università, si scrivono libri, si è contesi ed intervistati nei vari talk show televisivi, si può entrare in Parlamento e diventare perfino segretari della Presidenza della Camera. Che vuoi di più?
Certo, impiegano un po' di tempo per capire di aver sbagliato e riconoscere i torti, possono passare anni o decenni. La media, a quanto pare, oscilla intorno ai 40 anni.
Sì, sono lenti a maturare e far funzionare tutte le connessioni neuronali. Però poi arrivano, dopo 40 anni, ma alla fine capiscono.
E la sinistra di oggi? Beh, anche oggi sono messi maluccio e continuano a campare con vecchi cascami ideologici, slogan e cortei. Ma prima o poi capiranno che sbagliano.
Quando? Ovvio, fra 40 anni!
(f.te Giano)

Quando parla Napolitano.....chi lo ascolta?

La lettera del Presidente Napolitano agli studenti, dopo le solite frasi istituzionali, auspica:
1) che si creino spazi per un confronto - in sede parlamentare - su come meglio definire e distribuire nel tempo i tagli ritenuti complessivamente indispensabili della spesa pubblica tra i ministeri e i vari programmi, valutando attentamente l'esigenza di salvaguardare livelli adeguati di spesa per la ricerca e la formazione;
2) che a sostegno di questo sforzo, si formulino proposte anche da parte di studenti e docenti, per razionalizzare la spesa ed elevarne la qualità, con particolare riferimento all'Università, dovendosi rimuovere distorsioni, insufficienze e sprechi che nessuno può negare. E ciò sposta il discorso sulla tematica degli ordinamenti e della gestione del sistema universitario: tematica sulla quale è atteso un confronto tra il governo e gli organismi rappresentativi delle Università.
3) che tutte le istituzioni e le forze sociali e culturali si predispongano senza indugio a tale confronto, in termini riflessivi e costruttivi: dando prova, anche voi, responsabilmente, di "determinazione e intelligenza", come avete scritto a conclusione della vostra lettera.
Un cordiale saluto
http://iltempo.ilsole24ore.com/2008/10/23/942751-lettera_presidente_naplitano_agli_studenti.shtml
Quali riscontri ha avuto questa lettera? Riporto le reazioni della Gelmini, di Bersani e Finocchiaro(dai più definiti i migliori del Pd) e dei conitati studenteschi:
Durante il dibattito al Senato la Gelmini ha detto: «Convocherò da domani (venerdì, ndr) tutte le associazioni degli studenti per aprire uno spazio di confronto ad una sola condizione: che si discuta sui fatti». Poi il ministro va avanti: «Fuori dal Senato si è scatenata una campagna terroristica che ha diffuso false informazioni ».... «Non è vero che ci saranno tagli per 8 miliardi di euro, non è vero che ci saranno licenziamenti degli insegnanti, non è vero che chiuderemo le scuole di montagna o delle piccole isole». «Sono passati pochi mesi - continua - da quando, intervenendo davanti alla VII Commissione, mentre illustravo le linee di indirizzo del mio mandato, elencai problemi a cui dare risposta. Mi ero all'epoca illusa che una comune presa d'atto della situazione potesse creare un terreno di confronto e non di scontro. È rimasta una illusione». A tal proposito la Gelmini invita ad accogliere l'appello del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per un «confronto».
http://www.corriere.it/politica/08_ottobre_23/gelmini_senato_riforma_0e440426-a0f4-11dd-8514-00144f02aabc.shtml
Nello stesso articolo, in cui la Gelmini invita a discutere dei Fatti, si può leggere la risposta di Bersani: Al ministro dell'Istruzione è rivolto il duro attacco del ministro ombra dell'Economia del Pd, Pierluigi Bersani: Ho ascoltato la Gelmini mentre elencava i mali dell'università italiana: sono mali veri, ma lei lo diceva con odio e arroganza. Lei che è il ministro dell'Istruzione. Secondo Bersani, è come se uno avesse un figlio con dei problemi e provasse a guarirlo bastonandolo.
E' di oggi l'esternazione della Finocchiaro a studenti: "Se siete convinti continuate"
"Se siete convinti di quello che fate, fatelo perchè fate bene a farlo". Così il capogruppo del Pd al Senato Anna Finocchiaro si è rivolta agli studenti dei licei romani che stanno manifestando davanti a Palazzo Madama contro la riforma Gelmini. "Vi dico - ha raccontato Finocchiaro - che l'atmosfera in Aula è difficilissima; ai nostri emendamenti la maggioranza ha risposto che sono bugie e che le proteste di piazza sono strumentalizzate".
Bravi Bersani e Finocchiaro, non solo hanno ascoltato l'invito del Presidente, ma sono proprio entrati nel merito dei Fatti.
I comitati studenteschi stanno invece tenendo assemblee per determinare come innalzare il livello della protesta, oltre l'occupazione degli atenei.
Le occupazioni di edifici pubblici, non è una novità, sono illegali ed il governo convoca il Viminale per definire una linea da seguire; Berlusconi dice che il diritto alla studio non può essere limitato e potrebbe essere utilizzata la polizia per tutelare questo diritto.
Tutto quanto sopra è accaduto ieri, ma repubblica titola: Le parole del premier hanno scatenato la reazione delle opposizioni mentre il presidente Napolitano ha invitato al dialogo.
Che dire? Ottima sintesi.

Repubblica: più la conosci, più la eviti

Repubblica titola: Alitalia, la Ue dice no al prestito.
Poi leggi l'articolo e .........scopri che non è vero.
Ecco la parte dell'articolo che interessa:
Secondo fonti dell'esecutivo europeo vicine al dossier Alitalia, i servizi del commissario Ue ai trasporti, Antonio Tajani, non avrebbero riscontrato nel piano di privatizzazione elementi di per sè in contrasto con la normativa comunitaria. Ma, sulla scia di quanto deciso di recente per la privatizzazione della compagnia aerea Olympic, il via libera di Bruxelles sarebbe condizionato al rispetto degli impegni presi.
Per quanto riguarda il prestito ponte sembrerebbe scontata oramai la bocciatura. Per i servizi del commissario Tajani il versamento di quella cifra sarebbe un aiuto di Stato illegale, incompatibile con le regole europee sulla concorrenza, visto che nell'erogare i milioni non sarebbero state rispettate le condizioni di mercato. A questo punto, il rimborso sarebbe inevitabile. Resta da capire se a carico della società commissariata da Augusto Fantozzi o della Cai di Roberto Colaninno.
Quando uno titola: Ue dice no al prestito, il lettore immagina che ora cominciano i guai, che il piano Alitalia non può essere attuato, che tutti gli sforzi sono stati inutili e che ci sarà inevitabilmente il fallimento dell'Alitalia. Che Berlusconi ha operato in modo truffaldino ma è stato scoperto con le mani nella marmellata......
Nulla di tutto questo; l'articolo, a dispetto del titolo, dice che l'Europa conferma che il piano non è in contratso con le norme comunitarie e pretenderebbe che ci sia il rimborso del prestito. E questo era ovvio, difatti la manovra si è chiamata "prestito ponte" e non "regalo ponte". D'altronde se uno dà qualcosa in prestito, nella lingua italiana significa che quella cosa va restituita.
A beneficio dei lettori de Il Chiodo, va chiarito che il prestito all'Alitalia (non alla Cai) lo ha sborsato lo Stato (gli italiani) ed il rimborso lo dovrebbe cacciare la bad company (che sono sempre gli italiani). Allora di che sta parlando Repubblica? Del Nulla; l'importante è che il lettore di Repubblica (aduso a leggere solo i titoli) sia dis-informato e che gli venga fatto capire che la Ue ha detto no a qualche malefatta di Berlusconi.
http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/economia/alitalia-32/alitalia-crollo/alitalia-crollo.html?ref=search

mercoledì 22 ottobre 2008

Da Mannino a Cosentino: La Storia si ripete

I giudici della seconda sezione della Corte d'Appello di Palermo hanno assolto l'ex ministro democristiano Calogero Mannino e condannato invece il Comune di Palermo (che si costituì parte civile: il sindaco era Leoluca Orlando) a pagare le spese di giudizio. Cioè pagano i cittadini
Mannino doveva rispondere di concorso in associazione mafiosa: era accusato di avere intrecciato rapporti con la mafia, traendo profitto dall'appoggio di alcuni boss.
L'inchiesta fu avviata oltre 14 anni fa, nel febbraio 1994. L'anno successivo Mannino venne arrestato e rimase in carcere per 23 mesi.
Da allora è stato un susseguirsi di processi e sentenze; ben quattro tra primo, secondo grado, Cassazione, e nuovo rinvio alla Corte d'appello; Oltre 300 udienze, 400 testimoni citati, decine di pentiti, da Tommaso Buscetta a Gioacchino Pennino.

Sono trascorsi 14 anni ma i metodi di lotta della sinistra non cambiano:
E' di oggi la notizia che Nicola Cosentino viene invitato a rassegnare le dimissioni da sottosegretario all’Economia, perché di fronte alle accuse di collusione con la camorra avanzate da alcuni pentiti la sua permanenza nell’esecutivo «lede il prestigio del governo e la dignità del Paese». Stessa tecnica che fu usata con Mannino che all'epoca era ministro.
La sollecitazione è stata espressa dal gruppo del PD al Senato che ha presentato al governo una mozione urgente, con il sostegno del capogruppo dell’Udc Gianpiero D’Alia, per invitare il deputato Pdl a lasciare gli uffici di via XX Settembre.
In settimana era stato Veltroni a chiedere le dimissioni del deputato di Casal di Principe. E ieri mattina Nicola Cosentino, tramite il suo avvocato Stefano Montone, ha formalizzato alla Dda di Napoli la richiesta di interrogatorio.
Passeranno altri 14 anni durante i quali i vari Travaglio (Il Monaco Lewinsky del Dio Pietro) continueranno ad utilizzare anche per Cosentino l'appellativo di indagato o inquisito, come hanno sinora fatto per Mannino.

Fatti, non pugnette

I fatti non sono demagogia.
Ed ecco i numeri dell'Università italiana; li ha esposti il ministro Gelmini in una conferenza stampa ufficiale tenutasi a Palazzo Chigi:
Produciamo meno laureati del Cile.
Non c'e' un ateneo italiano tra i migliori 150 del mondo.
5 importanti universita' hanno buchi di bilancio enormi (Siena, Firenze, Pisa, Camerino, Urbino) "che avrebbero portato, se fossero state aziende, al licenziamento in tronco di chi le ha gestite per tanti anni.
Ci sono 37 corsi di laurea con un solo studente.
Ci sono 94 universita' e piu' di 320 sedi distaccate nei posti piu' disparati.
Ci sono 327 facolta' che non superano i 15 iscritti.
Ci sono 5.500 corsi di laurea (il doppio della media Ue).
Ci sono 170.000 materie insegnate (rispetto alle 90.000 della media europea) con conseguente moltiplicazione di cattedre e di posti per professori.
Negli ultimi 7 anni sono stati banditi concorsi per 13.232 posti da associato ma i promossi sono stati 26.000: nel 99,3% dei casi sono stati promossi senza che ci fossero i posti disponibili facendo aumentare i costi di 300 milioni di euro.
In questa situazione, che è completamente sfuggita di mano, si deve mettere ordine. Occorre quindi "intervenire nel merito" dei problemi e "non sobillare gli studienti di un sistema universitario che non funziona.
Deve essere chiaro che da oggi si volta pagina: l'universita' deve cambiare registro, ma non e' certo alzando i toni e insultando il ministro e il governo che si risolvono i problemi.

martedì 21 ottobre 2008

Via col Vento

Vi ricordate di Flavia Vento?
Si avvicinò al mondo della politica dichiarando inizialmente la propria simpatia per la Margherita, ma alle elezioni regionali del 2005 è stata candidata nel Lazio con il nuovo PLI, ottenendo 27 preferenze. Proprio in quell'occasione la Vento pronunciò un discorso, il cui testo venne riportato da numerosi siti internet e la cui registrazione venne mostrata anche in trasmissioni come Striscia La Notizia e altri telegiornali. Il discorso era caratterizzato da un'esposizione frammentaria e sconclusionata, con la showgirl costretta a lamentarsi per le continue risate che disturbavano la sua esposizione e in seria difficoltà nell'esporre a dovere le sue idee. Ne risultò una lunga serie di banalità e, in alcuni casi, la showgirl pronunciò frasi dal significato completamente opposto a quello che, molto probabilmente, voleva intendere, come quando disse: Eppoi, uhm. Ecco, io metterei anche la mia faccia per degli ideali. Che sono, appunto, la guerra'.

Adesso balza alla cronaca non perchè ha partecipato all'isola dei famosi, e nemmeno perchè ha volontariamente abbandonato la gara dopo solo due settimane, ma perchè rilasciando un'intervista a Tu e parlando di Veridiana Mallmann e Belen Rodriguez (anch'esse concorrenti all’Isola dei famosi 2008, nda) ha detto:
"Avevano dei pregiudizi gratuiti. Dopo la prima nomination mi hanno offesa. Insomma vengono dal Sudamerica e ci rimanessero! Penso sia sbagliato fare lavorare tutte queste straniere, quando in Italia siamo pieni di giovani talenti."

Che vuoi, quando non c'è di mezzo la politica, si dice esattamente quello che si pensa.
Peccato che i politici non sempre possono dire quello che pensano altrimenti ne sentiremmo delle belle.


EnteroGelmina
















Strafatti di fesserie somministrate dalle maestre pusher, si bevono ogni sorta di menzogna e sfilano come marionette innocenti strappazate dal burattinaio.

Manifestano, oh se manifestano! Allegre combriccole di scolaretti s'accozzano nelle vie delle grandi città, capitanati da stormi di sbrindellate maestre che trasudano acidità, nervose e incarognite come partorienti alle prime contrazioni.
Il neoaristocratico consiglia l'EnteroGeLmina; non c'è cura migliore.
EnterogeLmina è un antidismicrobico intestinale, ovvero contiene microorganismi antidiarroici ed è quindi un farmaco per il trattamento delle alterazioni della flora batterica intestinale.
La sua caratteristica è quella di essere "poliantibiotico resistente": significa che si può assumere anche durante la cura con antibiotici, allo scopo di prevenire gli squilibri della flora intestinale causati dagli antibiotici stessi.

Prendetene in dose massiccia. E' un medicinale di automedicazione che potete usare per curare disturbi lievi e transitori facilmente riconoscibili e risolvibili senza ricorrere all’aiuto del medico.
Può essere acquistato senza ricetta ma va usato correttamente per assicurarne l’efficacia e ridurne gli effetti indesiderati.
Per maggiori informazioni e consigli rivolgetevi al farmacista. Consultate il medico se il disturbo non si risolve dopo un breve periodo di trattamento.

lunedì 20 ottobre 2008

Decreto Gelmini: Leggetelo

Dopo averlo letto, forse uno dei pochi ad averlo fatto, pubblico il decreto Gelmini in discussione al Senato con un solo commento, Brava Gelmini!, e con l'invito di eviderziarmi le argomentazioni che stanno portando le famiglie e gli insegnanti in piazza:

Disposizioni urgenti in materia di istruzione e università
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;
Ritenuta la straordinaria necessità ed urgenza di attivare percorsi di istruzione di insegnamenti relativi alla cultura della legalità ed al rispetto dei principi costituzionali, disciplinare le attività connesse alla valutazione complessiva del comportamento degli studenti nell’ambito della comunità scolastica, reintrodurre la valutazione con voto numerico del rendimento scolastico degli studenti, adeguare la normativa regolamentare all’introduzione dell’insegnante unico nella scuola primaria, prolungare i tempi di utilizzazione dei libri di testo adottati, ripristinare il valore abilitante dell’esame finale del corso di laurea in scienze della formazione primaria e semplificare e razionalizzare le procedure di accesso alle scuole di specializzazione medica;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 28 agosto 2008;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con i Ministri dell’economia e delle finanze e per la pubblica amministrazione e l’innovazione;
emana il seguente decreto-legge:
Articolo 1.(Cittadinanza e Costituzione)
1. A decorrere dall’inizio dell’anno scolastico 2008/2009, oltre ad una sperimentazione nazionale, ai sensi dell’articolo 11 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, sono attivate azioni di sensibilizzazione e di formazione del personale finalizzate all’acquisizione nel primo e nel secondo ciclo di istruzione delle conoscenze e delle competenze relative a «Cittadinanza e Costituzione», nell’ambito delle aree storico-geografica e storico-sociale e del monte ore complessivo previsto per le stesse. Iniziative analoghe sono avviate nella scuola dell’infanzia.
1-bis. Al fine di promuovere la conoscenza del pluralismo istituzionale, definito dalla Carta costituzionale, sono altresì attivate iniziative per lo studio degli statuti regionali delle regioni ad autonomia ordinaria e speciale.
2. All’attuazione del presente articolo si provvede entro i limiti delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.
Articolo 2.(Valutazione del comportamento degli studenti)
1. Fermo restando quanto previsto dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 24 giugno 1998, n. 249, e successive modificazioni, in materia di diritti, doveri e sistema disciplinare degli studenti nelle scuole secondarie di primo e di secondo grado, in sede di scrutinio intermedio e finale viene valutato il comportamento di ogni studente durante tutto il periodo di permanenza nella sede scolastica, anche in relazione alla partecipazione alle attività ed agli interventi educativi realizzati dalle istituzioni scolastiche anche fuori della propria sede.
1-bis. Le somme iscritte nel conto dei residui del bilancio dello Stato per l’anno 2008, a seguito di quanto disposto dall’articolo 1, commi 28 e 29, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, e successive modificazioni, non utilizzate alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sono versate all’entrata del bilancio dello Stato per essere destinate al finanziamento di interventi per l’edilizia scolastica e la messa in sicurezza degli istituti scolastici ovvero di impianti e strutture sportive dei medesimi. Al riparto delle risorse, con l’individuazione degli interventi e degli enti destinatari, si provvede con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, in coerenza con apposito atto di indirizzo delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari.
2. A decorrere dall’anno scolastico 2008/2009, la valutazione del comportamento è effettuata mediante l’attribuzione di un voto numerico espresso in decimi.
3. La votazione sul comportamento degli studenti, attribuita collegialmente dal consiglio di classe, concorre alla valutazione complessiva dello studente e determina, se inferiore a sei decimi, la non ammissione al successivo anno di corso o all’esame conclusivo del ciclo. Ferma l’applicazione della presente disposizione dall’inizio dell’anno scolastico di cui al comma 2, con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca sono specificati i criteri per correlare la particolare e oggettiva gravità del comportamento al voto inferiore a sei decimi, nonché eventuali modalità applicative del presente articolo.
Articolo 3.(Valutazione sul rendimento scolastico degli studenti)
1. Dall’anno scolastico 2008/2009, nella scuola primaria la valutazione periodica ed annuale degli apprendimenti degli alunni e la certificazione delle competenze da essi acquisite sono effettuate mediante l’attribuzione di voti numerici espressi in decimi e illustrate con giudizio analitico sul livello globale di maturazione raggiunto dall’alunno.
1-bis. Nella scuola primaria, i docenti, con decisione assunta all’unanimità, possono non ammettere l’alunno alla classe successiva solo in casi eccezionali e comprovati da specifica motivazione.
2. Dall’anno scolastico 2008/2009, nella scuola secondaria di primo grado la valutazione periodica ed annuale degli apprendimenti degli alunni e la certificazione delle competenze da essi acquisite nonché la valutazione dell’esame finale del ciclo sono effettuate mediante l’attribuzione di voti numerici espressi in decimi.
3. Nella scuola secondaria di primo grado, sono ammessi alla classe successiva, ovvero all’esame di Stato a conclusione del ciclo, gli studenti che hanno ottenuto, con decisione assunta a maggioranza dal consiglio di classe, un voto non inferiore a sei decimi in ciascuna disciplina o gruppo di discipline.
3-bis. Il comma 4 dell’articolo 185 del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, è sostituito dal seguente:«4. L’esito dell’esame conclusivo del primo ciclo è espresso con valutazione complessiva in decimi e illustrato con una certificazione analitica dei traguardi di competenza e del livello globale di maturazione raggiunti dall’alunno; conseguono il diploma gli studenti che ottengono una valutazione non inferiore a sei decimi».
4. Il comma 3 dell’articolo 13 del decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226, è abrogato.5. Con regolamento emanato ai sensi dell’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, si provvede al coordinamento delle norme vigenti per la valutazione degli studenti, tenendo conto anche dei disturbi specifici di apprendimento e della disabilità degli alunni, e sono stabilite eventuali ulteriori modalità applicative del presente articolo.
Articolo 4.(Insegnante unico nella scuola primaria)
1. Nell’ambito degli obiettivi di razionalizzazione di cui all’articolo 64 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, nei regolamenti previsti dal comma 4 del medesimo articolo 64 è ulteriormente previsto che le istituzioni scolastiche della scuola primaria costituiscono classi affidate ad un unico insegnante e funzionanti con orario di ventiquattro ore settimanali. Nei regolamenti si tiene comunque conto delle esigenze, correlate alla domanda delle famiglie, di una più ampia articolazione del tempo-scuola.
2. Con apposita sequenza contrattuale è definito il trattamento economico dovuto all’insegnante unico della scuola primaria, per le ore di insegnamento aggiuntive rispetto all’orario d’obbligo di insegnamento stabilito dalle vigenti disposizioni contrattuali.
2-bis. Per la realizzazione delle finalità previste dal presente articolo, il Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, ferme restando le attribuzioni del comitato di cui all’articolo 64, comma 7, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, provvede alla verifica degli specifici effetti finanziari determinati dall’applicazione del comma 1 del presente articolo, a decorrere dal 1º settembre 2009. A seguito della predetta verifica, per le finalità di cui alla sequenza contrattuale prevista dal comma 2 del presente articolo, si provvede, per l’anno 2009, ove occorra e in via transitoria, a valere sulle risorse del fondo d’istituto delle istituzioni scolastiche, da reintegrare con quota parte delle risorse rese disponibili ai sensi del comma 9 dell’articolo 64 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, nei limiti dei risparmi di spesa conseguenti all’applicazione del comma 1, resi disponibili per le finalità di cui al comma 2 del presente articolo, e in ogni caso senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
2-ter. La disciplina prevista dai presente articolo entra in vigore a partire dall’anno scolastico 2009/2010, relativamente alle prime classi del ciclo scolastico.
Articolo 5.(Adozione dei libri di testo)
1. Fermo restando quanto disposto dall’articolo 15 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, i competenti organi scolastici adottano libri di testo in relazione ai quali l’editore si è impegnato a mantenere invariato il contenuto nel quinquennio, salvo che per la pubblicazione di eventuali appendici di aggiornamento da rendere separatamente disponibili. Salva la ricorrenza di specifiche e motivate esigenze, l’adozione dei libri di testo avviene nella scuola primaria con cadenza quinquennale, a valere per il successivo quinquennio, e nella scuola secondaria di primo e secondo grado ogni sei anni, a valere per i successivi sei anni. Il dirigente scolastico vigila affinchè le delibere dei competenti organi scolastici concernenti l’adozione dei libri di testo siano assunte nel rispetto delle disposizioni vigenti.
Articolo 5-bis.(Disposizioni in materia di graduatorie ad esaurimento)
1. Nei termini e con le modalità fissati nel provvedimento di aggiornamento delle graduatorie ad esaurimento da disporre per il biennio 2009/2010, ai sensi dell’articolo 1, commi 605, lettera c), e 607, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e successive modificazioni, i docenti che hanno frequentato i corsi del IX ciclo presso le scuole di specializzazione per l’insegnamento secondario (SSIS) o i corsi biennali abilitanti di secondo livello ad indirizzo didattico (COBASLID), attivati nell’anno accademico 2007/2008, e hanno conseguito il titolo abilitante sono iscritti, a domanda, nelle predette graduatorie, e sono collocati nella posizione spettante in base ai punteggi attribuiti ai titoli posseduti.
2. Analogamente sono iscritti, a domanda, nelle predette graduatorie e sono collocati nella posizione spettante in base ai punteggi attribuiti ai titoli posseduti i docenti che hanno frequentato il primo corso biennale di secondo livello finalizzato alla formazione dei docenti di educazione musicale delle classi di concorso 31/A e 32/A e di strumento musicale nella scuola media della classe di concorso 77/A e hanno conseguito la relativa abilitazione.
3. Possono inoltre chiedere l’iscrizione con riserva nelle suddette graduatorie coloro che si sono iscritti nell’anno accademico 2007/2008 al corso di laurea in scienze della formazione primaria e ai corsi quadriennali di didattica della musica; la riserva è sciolta all’atto del conseguimento dell’abilitazione relativa al corso di laurea e ai corsi quadriennali sopra indicati e la collocazione in graduatoria è disposta sulla base dei punteggi attribuiti ai titoli posseduti.
Articolo 6.(Valore abilitante della laurea in scienze della formazione primaria)
1. L’esame di laurea sostenuto a conclusione dei corsi in scienze della formazione primaria istituiti a norma dell’articolo 3, comma 2, della legge 19 novembre 1990, n. 341, e successive modificazioni, comprensivo della valutazione delle attività di tirocinio previste dal relativo percorso formativo, ha valore di esame di Stato e abilita all’insegnamento nella scuola primaria o nella scuola dell’infanzia, a seconda dell’indirizzo prescelto.
2. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano anche a coloro che hanno sostenuto l’esame di laurea conclusivo dei corsi in scienze della formazione primaria nel periodo compreso tra la data di entrata in vigore della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e la data di entrata in vigore del presente decreto.
Articolo 7.(Modifica del comma 433 dell’articolo 2 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, in materia di accesso alle scuole universitarie di specializzazione in medicina e chirurgia)
1. Il comma 433 dell’articolo 2 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, è sostituito dal seguente:«433. Al concorso per l’accesso alle scuole universitarie di specializzazione in medicina e chirurgia, di cui al decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 368, e successive modificazioni, possono partecipare tutti i laureati in medicina e chirurgia. I laureati di cui al primo periodo, che superano il concorso ivi previsto, sono ammessi alle scuole di specializzazione a condizione che conseguano l’abilitazione per l’esercizio dell’attività professionale, ove non ancora posseduta, entro la data di inizio delle attività didattiche di dette scuole immediatamente successiva al concorso espletato».
Articolo 7-bis.(Provvedimenti per la sicurezza delle scuole)
1. A decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, al piano straordinario per la messa in sicurezza degli edifici scolastici, formulato ai sensi dell’articolo 80, comma 21, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, e successive modificazioni, è destinato un importo non inferiore al 5 per cento delle risorse stanziate per il programma delle infrastrutture strategiche in cui il piano stesso è ricompreso.
2. Al fine di consentire il completo utilizzo delle risorse già assegnate a sostegno delle iniziative in materia di edilizia scolastica, le economie, comunque maturate alla data di entrata in vigore del presente decreto e rivenienti dai finanziamenti attivati ai sensi dell’articolo 11 del decreto-legge 1º luglio 1986, n. 318, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 1986, n. 488, dall’articolo 1 della legge 23 dicembre 1991, n. 430 e dall’articolo 2, comma 4, della legge 8 agosto 1996, n. 431, nonché quelle relative a finanziamenti per i quali non sono state effettuate movimentazioni a decorrere dal 1º gennaio 2006, sono revocate. A tal fine le stazioni appaltanti provvedono a rescindere, ai sensi dell’articolo 134 del codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, i contratti stipulati, quantificano le economie e ne danno comunicazione alla regione territorialmente competente.
3. La revoca di cui al comma 2 è disposta con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, sentite le regioni territorialmente competenti, e le relative somme sono riassegnate, con le stesse modalità, per l’attivazione di opere di messa in sicurezza delle strutture scolastiche, finalizzate alla mitigazione del rischio sismico, da realizzare in attuazione del patto per la sicurezza delle scuole sottoscritto il 20 dicembre 2007 dal Ministro della pubblica istruzione e dai rappresentanti delle regioni e degli enti locali, ai sensi dell’articolo 1, comma 625, della legge 27 dicembre 2006, n. 296. L’eventuale riassegnazione delle risorse a regione diversa è disposta sentita la Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni.
4. Nell’attuazione degli interventi disposti ai sensi dei commi 2 e 3 del presente articolo si applicano, in quanto compatibili, le prescrizioni di cui all’articolo 4, commi 5, 7 e 9, della legge 11 gennaio 1996, n. 23; i relativi finanziamenti possono, comunque, essere nuovamente revocati e riassegnati, con le medesime modalità, qualora i lavori programmati non siano avviati entro due anni dall’assegnazione ovvero gli enti beneficiari dichiarino l’impossibilità di eseguire le opere.
5. Il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, nomina un soggetto attuatore che definisce gli interventi da effettuare per assicurare l’immediata messa in sicurezza di almeno cento edifici scolastici presenti sul territorio nazionale che presentano aspetti di particolare criticità sotto il profilo della sicurezza sismica. Il soggetto attuatore e la localizzazione degli edifici interessati sono individuati d’intesa con la predetta Conferenza unificata.
6. Al fine di assicurare l’integrazione e l’ottimizzazione dei finanziamenti destinati alla sicurezza sismica delle scuole, il soggetto attuatore, di cui al comma 5, definisce il cronoprogramma dei lavori sulla base delle risorse disponibili, d’intesa con il Dipartimento della protezione civile, sentita la predetta Conferenza unificata.
7. All’attuazione dei commi da 2 a 6 si provvede con decreti del Ministro dell’economia e delle finanze su proposta del Ministro competente, previa verifica dell’assenza di effetti peggiorativi sui saldi di finanza pubblica.
Articolo 8.(Norme finali)
1. Dall’attuazione del presente decreto non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
1-bis. Sono fatte salve le competenze delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento e di Bolzano.
2. Il presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sarà presentato alle Camere per la conversione in legge.Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

domenica 19 ottobre 2008

de Magistris si sfoga

Riporto un trafiletto apparso sul Corriere della Sera:
«Una parte rilevante della magistratura calabrese non è affatto estranea al sistema criminale che gestisce affari di particolare rilevanza nella regione». La denuncia arriva da Luigi De Magistris, giudice del Riesame di Napoli, intervistato da Sky Tg24. «Sono dell'idea che se la magistratura avesse remato tutta da una stessa parte e se la legalità, alla quale ogni magistrato si dovrebbe attenere, rappresentasse un patrimonio vero di tutta la magistratura calabrese, non staremmo qui a discutere come mai in dieci anni non è cambiato proprio nulla» ha spiegato.
E ancora: «Senza una parte della magistratura collusa la criminalità organizzata sarebbe stata sconfitta - ha detto ancora l'ex pm - e il collante in questo sistema sono i poteri occulti che gestiscono le istituzioni.
Io stavo indagando su questo fronte e ritengo che uno dei motivi principali del fatto che io sia stato allontanato dalla Calabria risiede proprio in questi fatti».
Sul suo trasferimento deciso dal Csm, De Magistris ha ribadito: «Quello che mi è accaduto è molto grave, è un messaggio negativo nei confronti di un territorio che doveva ricevere altri messaggi. Il Consiglio superiore della magistratura avrebbe dovuto dare un segnale positivo alla Calabria e starmi vicino».
Per i prossimi tre anni De Magistris non potrà svolgere la funzione di pm.
http://www.corriere.it/cronache/08_ottobre_18/magistris_magistratura_calabrese_non_estranea_crimine_af04c03a-9d1b-11dd-951d-00144f02aabc.shtml

Politica progressista

L’assessore al Comune di Napoli Cardillo risulta essere inquisito per concorso in abuso d’ufficio, e truffa ai danni dello stato; nello specifico: “Secondo il pubblico ministero le consulenze affidate sarebbero dovute essere pubblicizzate attraverso un bando per consentire la partecipazione di tutti gli interessati. Invece ( è la tesi dell’accusa) le consulenze sarebbero state distribuite senza adeguata pubblicità e, soprattutto, nonostante il Comune di Napoli disponesse delle professionalità adeguate per farvi fronte”.
A proposito di Cardillo, questo è il video della sua partecipazione a Report.
http://it.youtube.com/watch?v=Vc6BC_QPKCw
Mi lascia sgomento.

sabato 18 ottobre 2008

Una sana istituzione

Corrado Gabriele è l'assessore alla Pubblica Istruzione della Regione Campania. Riporto fedelmente le sue parole: ’’Dire no è l’unica strada che ha il Paese per evitare una disastro sociale; tutti dovremmo ricordare, anche il Presidente della Repubblica, che è grazie a tanti no pronunciati negli anni Sessanta e Settanta che nel Paese sono cresciuti diritti e democrazia e che la Costituzione repubblicana è figlia dei no al nazifascismo pronunciati da intere generazioni e da tanti partigiani che hanno dato la vita nella resistenza’’. ’’So bene che i tempi e le condizioni sono oggi diverse da allora ma l’unica possibilita’ di fermare le scelte del ministro Gelmini e del Governo su scuola e università sta nel no delle Regioni, con il ricorso alla Corte costituzionale, e nei no degli studenti che vorranno pacificamente occupare le università e le scuole a partire dal 21 ottobre in concomitanza con l’avvio delle votazioni in Senato’’.
Se non sbaglio l’assessore Gabriele è la stessa persona che, in occasione delle manifestazioni a Pianura (Napoli) per la discarica, accusava di denunciare le Forze dell'Ordine di maltrattamenti e abusi. Domando, perché l’assessore Gabriele anziché di fare e organizzare rivolte, non va a verificare le condizioni delle strutture scolastiche, e di frenare l'abuso dei soldi dei PON e POR, dati alle Dirigenze Scolastiche? Che poi sarebbe il suo lavoro? O ha cambiato mestiere?

Gavino Angius, la forza delle idee

Gavino Angius, dopo la laurea si iscrisse al PCI.
Quando nel 1991 si tenne l'ultimo congresso del PCI, che sancì la trasformazione in PDS, Angius aderì al "Fronte del no", cioè l'area del partito che rifiutò di rinunciare all'ideologia comunista per adottare i valori socialisti. Successivamente però decise di rimanere nel PDS, di cui fu dirigente nazionale e presidente durante la segreteria di Massimo D'Alema.
Quando nel 2007 ci fu la convergenza dei DS e della Margherita nel Partito Democratico, Angius fu tra i promotori della terza mozione "Per un partito nuovo, democratico e socialista" che chiedeva l'adesione del futuro PD al Partito Socialista Europeo e un rafforzamento delle posizioni laiche all'interno del nuovo partito.
La sua mozione ottenne il 9%. E il 24 aprile 2007, con una lettera inviata alla dirigenza dei DS lasciò i Democratici di Sinistra. La critica principale che Angius rivolgeva a Fassino era di aver risposto positivamente solo a parole alle proposte della mozione n° 3, senza chiarire quale sarebbe stata la collocazione del PD nel Parlamento europeo, e l'orientamento su temi giudicati fondamentali come la laicità dello Stato.
Il 5 maggio 2007 è confluito nel movimento Sinistra Democratica di Mussi, ma il 4 settembre, Angius annunciò di voler lasciare il progetto di Sinistra Democratica in disaccordo con il progetto di Mussi di federarsi con i partiti della sinistra radicale (PRC, PDCI, Verdi) all'interno della cosiddetta "Cosa Rossa" (poi denominata La Sinistra-l'Arcobaleno).
Angius aderì il 2 ottobre 2007 alla Costituente Socialista promossa dallo SDI di Enrico Boselli, in posizione in qualche modo intermedia tra il Partito Democratico e la Cosa Rossa.
Alle elezioni politiche della primavera 2008 Angius non viene rieletto in Parlamento a causa del cattivo risultato elettorale ottenuto dalla lista del Partito Socialista. Esce quindi dall'attività parlamentare con una liquidazione di 196.602 euro e con un vitalizio mensile di 8641 euro.
E' di oggi la notizia che Gavino Angius si prepara a rientrare nel Partito Democratico. http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=80062

Che state pensando? che lo faccia per avere una poltrona? Ma siete proprio dei malpensanti!
Lui sta rientrando unicamente per convincere il PD della bontà della mozione n.3.
Quando uno c'ha un'idea la porta avanti. E' l'idea che ti dà la forza di continuare.

Due idee sublimi

Il Financial Times diventa la seconda voce europea del PD (la prima è l'Economist) per bocca di Ilvo Diamanti e Tito Boeri (scrivono entrambi per Repubblica).
Per il Financial Times, l'aumento dei consensi del governo Berlusconi non è generato dalla consapevolezza degli italiani che finalmente vedono un governo che riesce a fare quello che promette, ma scrive (la traduzione è mia):
"il trattamento di adulazione del suo governo da parte dei media è al livello della Corea del Nord ed il suo governo esercita un'autorità che non si vedeva da decenni".
"Ilvo Diamanti dice: era vergognoso nell'80, impresentabile nel '90, .......ora è il salvatore e viene esibito come una icona, un'immagine sacra"......."il nuovo stato soccorre le banche e taglia i fondi alle scuole ed al welfare"..... "l'espressione dell'autorità dello stato è stata espressa nell'uso dei militari per risolvere la crisi di Napoli, per combattere insignificanti crimini e per l'immigrazione illegale"
L'articolo conclude: "la lunga luna di miele di Berlusconi potrebbe comunque avere vita breve, perchè c'è un processo a Milano in cui David Mills è accusato di essere stato corrotto da Berlusconi. Entrambi smentiscono le accuse." "Il premier ha utilizzato la sua forte maggioranza parlamentare per assicurarsi l'immunità, finchè è in carica."
http://www.ft.com/cms/s/0/080f4876-9cae-11dd-a42e-000077b07658.html?nclick_check=1

In pratica: tradotto dal dipietrese all'italiano: Dopo le esperienze dell'inutile (è il minimo appellativo adoperabile) governo passato, gli italiani hanno finalmente un governo che "governa", e lo apprezzano. Quali argomenti sono sul tappeto per contrastare questa luna di miele? Quali idee innovative porta l'opposizione per pungolare questo governo e gli italiani?
DUE IDEE sublimi, che vengono anche esportate in Europa:
1. C'è una deriva dittatoriale.
2. Confidiamo nel processo Mills

Capisco anche perchè tanta enfasi di Di Pietro per le firme al Lodo Alfano; perchè loro stessi la ritengono l'unica speranza.

Il merito? Lasciamolo fuori.

"Il merito? Ah, ma in Italia non esiste!"
Lo sappiamo tutti, il nostro è il paese delle raccomandazioni, delle clientele, delle famiglie, delle caste, delle corporazioni, delle oligarchie, delle mafie. Un solo dato: l'Italia ha grandissime disuguaglianze tra ricchi e poveri e al tempo stesso è uno dei paesi con la minore mobilità sociale: i poveri da noi restano poveri per sempre e in maniera ineluttabile. Questo sistema sta provocando danni gravissimi al paese, che perde ogni giorno posizioni in uno scenario globalizzato sempre più competitivo.
La carenza di merito nella società italiana sta diventando un tema sempre più urgente, ripreso ogni giorno da stampa, studiosi e comuni cittadini. Mancano però le soluzioni a questo “mal di merito”, il pessimismo prevale sull’ottimismo e la disillusione aumenta.
Quale è il problema per cui questo dramma non si risolve?
Il problema è che questo andazzo, che si è perpetrato per tanti anni, ha creato delle rendite di posizione di partiti, sindacati, enti, organizzazioni e chi più ne ha più ne metta; in pratica un vero esercito di persone interessate a che nulla cambi e che permanga la mancanza di meritocrazia nell’economia italiana che è anche la principale causa dell’incapacità di produrre leader eccellenti sia nel settore pubblico, sia in quello privato. Questi due fattori generano il declino del Paese, i bassi salari e il conseguente calo del potere d’acquisto dei cittadini.
Ora, c’è un ministro che dice che la scuola italiana non funziona. Porta delle cifre: sul numero eccessivo d’insegnanti, sull’eccessiva percentuale assorbita dagli stipendi rispetto al bilancio complessivo, sui risultati modesti degli studenti, sulla discutibile organizzazione della scuola nel Mezzogiorno; evoca poi fenomeni sotto gli occhi di tutti: l’allentamento della disciplina, gli episodi di vero e proprio teppismo nelle aule scolastiche. E alla fine fa delle proposte. Discutibilissime naturalmente, ma la caratteristica singolare dell’Italia è che nessuno, e men che meno l’opposizione, men che meno il sindacato della scuola, sembra interessato a discutere di niente, ma si prepara ad uno sciopero generale.
La realtà che stiamo vivendo è sotto gli occhi di tutti, ma se la racconti in Italia sei contestato. Addirittura l'Economist, http://www.economist.com/world/europe/displaystory.cfm?story_id=12429554 è sostanzialmente in linea con le tesi della Gelmini circa la necessità di riforma della scuola. In particolare, vorrei sottolineare questo paragrafo:
"Secondo Roger Abravanel, autore di un recente libro sulla meritocrazia, il rapporto tra il numero d'insegnanti per ogni cento studenti è uno dei più alti nei paesi OECD. La scuola, in particolare al sud, è stata spesso utilizzata dai politici a fini clientelari e per creare nuovi posti di lavoro. Questo puo' spiegare il motivo per cui, sebbene studino più a lungo e in classi più piccole, gli studenti italiani delle superiori sfigurino nelle graduatorie internazionli. 'Il nord è in media con il resto dei paesi OECD, ma il sud è allo stesso livello di Uruguay e Tailandia"
Mi pare o è esattamente quello che ha detto la Gelmini tempo addietro?
L'hanno lapidata.
Questo problema, in passato l'ebbe anche l'Inghilterra e, anni fa, fu lanciata una delivery unit (“unità di consegna”) per migliorare la qualità e ridurre gli sprechi nel settore pubblico inglese; Quella iniziativa, "imposta" da Tony Blair ai sindacati, ha consegnato ai cittadini i risultati in termini di qualità, efficienza ed economia, e non solo promesse ai cittadini.
Adesso interviene anche il Presidente Napolitano: "Alle riforme non si può dure solo no".
Questi i fatti che producono il seguente risultato altalenante:
La piazza contesta la Gelmini con genitori, professori, bambini, universitari, e chi più ne ha più ne metta (per il momento non ho visto ancora bandiere di no dal Molin, no TAV, no al Ponte, no Discarica, no Mose, ma c'è tempo), mentre il gradimento degli Italiani per la Gelmini ed il governo aumenta.

Domande in cerca di risposte

Con il regolamento 856/84 fu introdotto nel Diritto Comunitario Europeo un limite ad ogni Stato europeo nella produzione del latte. Questo limite fu chiamato "quota latte". Nella versione sviluppata dalla Comunità europea, la quota latte è "una sorta di autorizzazione amministrativa a commercializzare il latte senza pagare tributo"; un allevatore può infatti produrre e commercializzare latte anche oltre la propria quota, salvo avere la consapevolezza di incorrere, così facendo, nel pagamento di un tributo molto elevato, tanto da rendere fortemente anti-economica tale produzione e relativa commercializzazione.
Da allora l'Italia, ogni anno, paga un tributo salatissimo. Quest'anno è di 160 milioni di euro.
Io mi sono sempre chiesto: "Che fine fa tutto questo latte che l'Italia produce "in più" rispetto a quanto stabilito in Europa?". Ma non ho mai trovato una risposta seria.
Se fossero veri "eccessi" tutti quelli prodotti in Italia dal 1984 ad oggi dovremmo avere dei laghi di latte, ma non li abbiamo.
Se fossero veri "eccessi", a fronte degli appelli delle varie organizzazioni internazionali che denunciano la tragedia della fame e della povertà che affligge centinaia di milioni di persone, le eccedenze di produzione latte si utilizzerebbero per dare un piccolo aiuto regalandolo ai poveri d'Italia che sarebbero felici di avere almeno il latte.
Se fossero veri "eccessi", l'ultima cosa che ci si aspetta è che poi si acquisti latte di altra provenienza. Giusto? Invece no, sbagliato. Ecco la notizia: "Cina: sequestro 10 ql latte a Napoli". Incredibile, vero? Non solo importiamo latte, ma importiamo quello cinese contaminato.
Qualcuno mi aiuti a capire.

giovedì 16 ottobre 2008

Ualtercomunicator

Le varie fazioni nazionali del Partito democratico, hanno smesso di pensare a quale progetto politico proporre agli elettori per concentrarsi invece sul come proporlo; della serie: non so cosa voglio, ma so come comunicarlo!
Veltroni, che sta lavorando agli ultimi ritocchi della sua You Dem Tv che fu presentata in pompa magna il 4 agosto con inizio delle trasmissioni al 14 ottobre. (non l'ho ancora vista, ma è una mia deficienza).
Basta qui? No!
Anche Massimo D’Alema ha annunciato che, dal 4 novembre, potrà contare sulla sua Red Tv.
Non sono d'accordo neppure su questo, ed allora due televisioni, Red e You Dem, si contenderanno il pubblico democratico.
Se non vanno d'accordo sui programmi televisivi, quando potranno andare d'accordo sui programmi per il Paese?

Di Pietro: il cantastorie

Di Pietro: Un personaggio? Ma quando mai.
E' semplicemente un cantastorie, di quelli che una volta giravano per i paeselli e gli ingenui villici credevano alle sue parole come se fossero oro colato.
Ma qualcuno si sofferma a riflettere su quello che dice? Forse neppure lui ci riflette. Altrimenti non direbbe tante sciocchezze.
Vediamo un pò le due sue ultime affermazioni e cerchiamo di tradurle dal dipietrese:
"Il Lodo Alfano è irricevibile perchè dà l'immunità alle alte cariche dello Stato."
Tradotto significa: "Il Lodo Alfano ci inguaia perchè non ci fa più incastrare Berlusconi"
Lo sa la gente comune che in Europa tutti gli europarlamentari godono della immunità e ne ha goduto lo stesso Di Pietro? per essere credibile oggi, il trebbiatore avrebbe almeno dovuto a suo tempo organizzare i bazebo anche a Bruxelles, ma allora il privilegio riguardava lui ed il cantastorie se ne è stato zitto. (vedi Protocollo sui privilegi e sull'immunità). Il che significa che se il Presidente del Consiglio fosse stato un altro qualsiasi, il lodo Alfano sarebbe passato senza alcun commento.
Altra affermazione: "La candidatura di Pecorelli è irricevibile perchè è stato l'avvocato di Berlusconi". Tradotto significa: "La Corte Costituzionale è Cosa Nostra".
Lo ricorda la gente che Ciampi nominò alla Consulta (su indicazione del centrosinistra), Giovanni Maria Flick? Il quale, non solo fu Ministro della Giustizia in uno dei governi presieduti da Prodi, ma fu anche avvocato difensore di quest’ultimo? Ma il cantastorie Antonio Di Pietro se ne stette zitto e non sollevò nessuna obiezione sul nome di Giovanni Maria Flick.
La credibilità dell'uomo Di Pietro, nelle mie valutazioni, scende al di sotto di quella che nutro per Mastella.

mercoledì 15 ottobre 2008

Questa volta ad inciampare nelle maglie della legge, è stato proprio lui, Marco Travaglio. Il giudice monocratico del Tribunale di Roma ha condannato il giornalista Marco Travaglio a 8 mesi di reclusione, 100 euro di multa per diffamazione ai danni di Cesare Previti in relazione a un articolo pubblicato dal settimanale "L’Espresso" il 3 ottobre del 2002 dal titolo: "Patto scellerato tra mafia e Forza Italia". Il giudice ha deciso anche un risarcimento di 20 mila euro per Previti. È stata condannata anche Daniela Hamaui, come direttore responsabile del settimanale, a 5 mesi e 75 euro di multa. Per entrambi gli imputati la pena è sospesa.

Questa è la notizia e vorrò vedere quanto spazio avrà sui giornali.
Ora finalmente si può dire il "pregiudicato Travaglio" senza rischiare di essere querelati, perchè è la pura verità.

Razzismo: continuano le menzogne

Il sindaco di Varese, Attilio Fontana, ha diffuso in una nota ufficiale la sua contrarietà all'uso, da parte del segretario Pd Walter Veltroni, della vicenda dell'aggressione denunciata da una 15enne marocchina, come caso di razzismo."È grave che una lite tra ragazze, che gli investigatori stanno inquadrando come generata da motivi di cuore (un episodio quindi di bullismo), sia divenuto un caso di discriminazione e di razzismo. È vergognoso, anzi è proprio questo stesso atteggiamento, questo tipo di intervento strumentale, a fomentare le divisioni e l'odio, che a Varese non esistono", ha affermato il sindaco che ha chiesto a Veltroni di "scusarsi con la città".Certo che non lo farà mai! tanto il risultato desiderato è già stato conseguito: la falsa notizia era ieri sulle prime pagine dei giornali ed all'apertura dei telegiornali.
Chi se ne frega se non è vero.

martedì 14 ottobre 2008

Non mi fido di Violante

Se anche voi non volete che sia nominato giudice della Corte Costituzionale, vi invito a sottoscriverla e a farla girare il più possibile.
Per chi non fosse pratico, è molto semplice, basta andare nella relativa pagina,
http://www.petitiononline.com/violante/petition.html, cliccare sul tasto "Click Here to Sign Petition", inserire nome e e-mail (che rimarranno anonimi se lasciate l'opzione Private), confermate ed è fatta.
Inutile dire che più siamo e meglio è.
Se volete saperne di più sulla carriera di questo figuro, leggete questo articolo della web-amica Barbara Di Salvo; non ci troverete le prove, ma tutte le ombre che volete.

domenica 12 ottobre 2008

Infortuni sul lavoro: diciamola tutta

Il capo dello Stato in un messaggio inviato in occasione della 58/a Giornata per le vittime degli incidenti sul lavoro: "e' allarme, doveroso cambiare le norme".
E tutti, come caproni a ripetere: "Siamo gli ultimi in Europa, e' giusto cambiare le norme".
Adesso io non voglio dire che è giusto morire per il lavoro, ma che almeno ci sia un minimo di analisi ed una correttezza d'informazione.
Ho preso i dati ufficiali, disponibili dalla fonte Inail ed ho scoperto che dal 2001 al 2007 gli infortuni in Italia si sono ridotti del 12%. Magra soddisfazione; ma quello che nessuno evidenzia è che questo numero somma gli infortuni SUL LAVORO con gli infortuni IN ITINERE (cioè durante il tragitto casa-lavoro e lavoro-casa). Cosa succede se si scorporano i due numeri? L'Inail lo fa e dice che scorporando i due numeri succede che gli infortuni sul lavoro sono diminuiti del 18% mentre quelli in itinere sono aumentati del 38%. Non cambia nulla, in totale (la media ponderale) porta sempre ad una riduzione del 12%, ma almeno si è data una informazione più corretta e anche gli interventi posso essere mirati. O questo non si può dire perche la colpa del datore di lavoro (in quanto tale) verrebbe sminuita?
Sempre dai dati ufficiali dell'Inail, riulta che siamo il Paese con il maggior numero di incidenti mortali e, anche se i dati mostrano una diminuizione del 42% nel periodo 1998 - 2005, questo è vero: in Italia il numero di incidenti mortali è il maggiore in tutta Europa. Ma, se si dimensiona il numero di infortuni mortali di una nazione con il numero di abitanti della nazione stessa, cioè si calcola quanti infortuni ci sarebbero stati in ogni Paese europeo se quel Paese avesse avuto la popolazione dell'Italia, si ottiene che non siamo più ultimi, ma siamo superati dalla Spagna, dal Portogallo, dall'Austria e dal Lussemburgo.
In pratica non possiamo paragonarci con il Lichtenstein e sentenziare che gli infortuni in Italia sono di più.
Nella sostanza non cambia nulla, ma almeno si è detta la verità anche per non copiare le azioni correttive effettuate in questi Paesi pensando di migliorare la situazione italiana solo perchè qualcuno erroneamente ci mostra che quel Paese (tipo la Spagna) è più virtuoso.
O non si può dire neppure questo? Se no il problema non è allarmante.

Una sinistra disastrata

In pratica la sinistra....... non c'è più. Lo dicono i loro stessi scritti.
Valentino Parlato scrive:
Quella del 7 ottobre, a Tripoli, è stata una grande giornata, per me di forte emozione. «La grande Jamahiriya Araba Libica Popolare Socialista» ha celebrato la festa del «Giorno della lealtà», in ricordo del Grande El-Fatah, cioè della ricorrenza della Rivoluzione del 1° settembre del 1969 guidata dall'allora giovanissimo Muammar El Gheddafi.
.....Nella lista degli invitati deputati a ricevere l'onorificenza del «Grande El-Fatah» era, al primo posto, il premier Silvio Berlusconi, che ha avuto l'abilità di concludere il recente accordo tra Libia e Italia, insieme a Gianni Letta, al ministro degli esteri Franco Frattini e Massimo D'Alema.
....Penso che la famosa autostrada (che è negli accordi tra Berlusconi e Gheddafi, nda), se affidata a imprese italiane, possa essere un'ottima occasione di dar lavoro alle migliaia di emigranti che dal centro dell'Africa affluiscono in Libia con la speranza di un lavoro o di un porto per emigrare in Europa. Sarebbe un modo di trattenere gli emigranti con un lavoro invece che con la forza.
Tutto quanto sopra lo ha scritto Valentino Parlato su Il Manifesto del 10 ottobre, eccolo: http://www.ilmanifesto.it/ricerca/ric_view.php3?page=/Quotidiano-archivio/10-Ottobre-2008/art40.html&word=Valentino;Parlato .
Come se non bastasse, il giorno 11 ottobre (dopo la manifestazione in piazza della sinistra), in prima pagina del Manifesto, Rossana Rossando inizia così il suo articolo: Non credo che una sinistra possa dirsi esistente se di fronte alla più grossa crisi del capitalismo dal 1929 non sa che cosa proporre. Questi erano i lumi che la cittadina sprovveduta chiedeva di avere dai leader delle sinistre e dell'opposizione e dagli amici economisti, ma non ne ha avuti. http://www.ilmanifesto.it/argomenti-settimana/articolo_639908578b5df09843048f20f0629949.html
amen.
PS. Questo spiega perchè Di Pietro cavalca l'antiberlusconismo. E' un'esca per molti voti.

Di Pietro torna in piazza

Di Pietro torna in piazza al grido di "Firma e Fermali" e, a quanto pare, erode altri elettori al Pd.
Ecco le foto pubblicate da Repubblica.
http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/politica/dipietro-navona/1.html



Sul mega cartellone sul palco c'è scritto:
I consiglieri regionali del Lazio
BUCCI e COLAGROSSI
IN PIAZZA PER LA LEGALITA'
LA COSTITUZIONE E' SACRA
Art.1 IL POPOLO E.....RA SOVRANO

Gli striscioni che si vedono tra la gente (comune) riportano:
"Sei la vergogna dell'Italia, Fatti processare"
"La Costituzione non si tocca: -viagra, +cultura"
"La giustizia non è un optional"

Di Pietro poi tiene un comizio (sic) incentrato sulla dittatura di Berlusconi

Qualche commento:
1. Innanzi tutto vorrei chiedere ai sigg. Bucci e Colagrossi perchè ci tengono tanto a scrivere di essere "Consiglieri Regionali del Lazio" quando poi Repubblica riporta che dal registro delle presenze dell'anno 2007 Claudio Bucci risulta assente 30 volte su un totale di 33 sedute, mentre Giovanni Loreto Colagrossi risulta assente appena 28 volte. Forse entrambi hanno confuso il gazebo di Piazza Navona con l'aula del palazzo della Regione (che li paga). http://www.paolomasini.net/r_srepubblica.htm
2. Lo striscione "fatti processare" è veramente ridicolo, privo di aderenza con la realtà e privo di fantasia. Come si fa a scrivere "Fatti processare" ad uno che non è stato mai neppure indiziato fino al 1994 e poi "processato" VENTISEI VOLTE" da quando disse scendo in campo?
3. "La Costituzione è sacra", "La Costituzione non si tocca". Queste espressioni potrebbero essere condivise se non fosse per il fatto che la Costituzione prevedeva l'Immunità per i Parlamentari e non cerco per tutelare Berlusconi, ma semplicemente per livellare il potere politico con quello giudiziario. Com'è che è stata cambiata ed il magistrato Di Pietro non ha gridato alla sacralità della Costituzione?
Questa visione della Costituzione da parte di Di Pietro mi sa tanto del gioco napoletano delle tre carte. Ma anche lì, l'importante è che ci sia l'allocco che ci casca.
4. Come si fa a parlare di "dittatura"; qui oltre ad essere ridicoli, si è in mala fede. Faccio solo l'esemipio che il processo Mills (in cui è coinvolto Berlusconi) è ancora in piedi solo perchè i magistrati di Milano hanno messo in atto un artificio illegale e cioè hanno spostato di due mesi la consumazione dell'illecita dazione di soldi in quanto per LORO il reato è stato consumato non quando Mills avrebbe avuto i soldi ma quandi li HA SPESI.
Il CSM Tace. E tace anche Di Pietro.
Questo è quanto prevede il "diritto ambrosiano", tanto caro a Di Pietro. Sì, perchè in Italia c'è il Diritto che si applica a tutti i cittadini ed il diritto che viene legiferato dai magistrati milanesi (diritto ambrosiano, appunto) che si applica solo quando l'imputato è Berlusconi. Questa è una dittatura.

La manifestazione di Piazza Navona è stata giudicata dall’ex pm «un grande successo, rafforzato dalla presenza di Dario Fo e Franca Rame. Hanno firmato anche loro». Il premio Nobel è stato perfino più antiberlusconiano del padrone di casa: «Il Lodo Alfano è fuori dalla Costituzione. In una nazione civile non sarebbe stato accettato e nessun presidente della Repubblica lo avrebbe firmato», ha detto. Meno male che solo ieri ho pubblicato un post che non fa onore alla credibilità del giullare, eccolo: http://ilchiodo.blogspot.com/2008/10/mistero-buffo-viene-sbugiardato.html , ma anche qui, l'importante è sputtanare, c'è sempre l'allocco che ci crede.